Una nuova ricerca rivela che la percezione umana è multisensoriale e molto più complessa di quanto pensiamo, con decine di sensi che interagiscono tra loro.
Una recente ricerca scientifica ha rivelato che gli esseri umani potrebbero avere non più cinque ma fino a 33 sensi distinti. Vista, udito, olfatto, gusto e tatto non agiscono separatamente, ma si influenzano a vicenda, plasmando la nostra esperienza quotidiana. Questa scoperta sfida la nostra comprensione della percezione e mostra quanto il corpo elabori costantemente informazioni complesse.
La percezione multisensoriale nella vita quotidiana
Quando siamo concentrati sugli schermi o immersi nelle nostre attività, spesso dimentichiamo che il corpo elabora costantemente stimoli diversi. La consistenza delle superfici, la tensione muscolare, la morbidezza del cibo tra le mani: tutto contribuisce a costruire l’esperienza del mondo.
Gli scienziati ora credono che oltre ai cinque sensi tradizionali esistano decine di sensi aggiuntivi. La propriocezione ci informa sulla posizione dei nostri arti senza bisogno di guardare, mentre l’interocezione ci permette di percepire cambiamenti interni come battito cardiaco, fame o sensazioni di fatica. Anche l’equilibrio, che coinvolge il sistema vestibolare, la vista e la propriocezione, mostra quanto i sensi siano interconnessi. In alcuni pazienti colpiti da ictus, la percezione di un arto può scomparire o essere percepita come estranea.
Ripensare i cinque sensi
Nel 2013 il Centre for the Study of the Senses della University of London’s School of Advanced Study ha avviato il progetto Rethinking the Senses, diretto dal Professor Sir Colin Blakemore, per esplorare come i sensi interagiscano tra loro. Gli esperimenti hanno mostrato che modificando il suono dei propri passi si può percepire il corpo più leggero o più pesante, mentre audioguide interattive migliorano la memoria visiva dei visitatori. Il tatto comprende dolore, temperatura, prurito e pressione; il gusto si costruisce dall’interazione di tatto, olfatto e recettori sulla lingua per salato, dolce, acido, amaro e umami. Gli odori, inoltre, dominano la nostra percezione del sapore: mentre mastichiamo o sorseggiamo, i composti odorosi viaggiano dalla bocca al naso, modificando profondamente l’esperienza gustativa.
L’influenza reciproca dei sensi
I cinque sensi “classici” si influenzano a vicenda in modi sorprendenti. Odori nello shampoo o negli yogurt possono modificare la percezione della consistenza o della densità. Allo stesso modo, il sistema vestibolare può alterare ciò che vediamo: un semplice cambiamento di inclinazione durante il volo può far apparire oggetti più alti o bassi di quanto siano realmente. Questa interazione sensoriale dimostra che quasi tutto ciò che percepiamo è un’esperienza unificata, non separata in categorie distinte.
Sperimentare e comprendere i sensi
La ricerca sui sensi continua a Londra presso il Centre for the Study of the Senses, dove filosofi, neuroscienziati e psicologi esplorano come i sensi lavorino insieme. Esperimenti hanno dimostrato, per esempio, che il rumore di un aereo amplifica il gusto umami, rendendo il succo di pomodoro più saporito. Mostre interattive come Senses Unwrapped permettono al pubblico di osservare illusioni sensoriali, come la percezione errata del peso di pietre identiche.
I possibili risvolti sanitari
Le scoperte sulla multisensorialità aprono interessanti prospettive in ambito sanitario. Comprendere come sensi come propriocezione, interocezione ed equilibrio interagiscono con vista, tatto e udito potrebbe migliorare riabilitazioni post-ictus, fisioterapia e interventi per pazienti con deficit sensoriali o neurologici. La conoscenza delle illusioni e delle interazioni sensoriali può guidare strategie per ridurre dolore, ansia o disturbi alimentari, adattando terapie multisensoriali personalizzate. Inoltre, monitorare i sensi interni e le percezioni corporee potrebbe aiutare a diagnosticare precocemente patologie cardiovascolari, gastrointestinali o neurologiche, rendendo la percezione multisensoriale uno strumento prezioso nella medicina preventiva e riabilitativa.
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