Sanità 5 Febbraio 2026 16:05

L’arte come cura. In Conferenza Stato-Regioni l’ok al Protocollo MiC-Salute

Borgonzoni: "La cultura è una risorsa viva e fruirne incide positivamente sul benessere del singolo individuo"

di Redazione
L’arte come cura. In Conferenza Stato-Regioni l’ok al Protocollo MiC-Salute

“Le opere d’arte, quelle letterarie e cinematografiche, la musica, gli spettacoli teatrali, le attività nei musei e quelle nei parchi archeologici: la cultura è una risorsa viva e fruirne incide positivamente sul benessere del singolo individuo, con effetti concreti dimostrati in termini di miglioramento della qualità della vita. È da questa consapevolezza che nasce il Protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute che è passato oggi in Conferenza Stato-Regioni. Finalmente, l’Italia si doterà di uno strumento che, a partire dalle tantissime iniziative intraprese finora sul territorio nazionale – che con l’istituzione di un Tavolo tecnico censiremo per farne tesoro e costruire modelli replicabili su più ampia scala – saprà riconoscere alla cultura anche la capacità di affiancarsi alle cure mediche come strumento terapeutico”. Lo ha affermato il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, intervenendo questa mattina alla Conferenza Stato-Regioni per l’informativa sullo schema di Protocollo d’intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute in materia di prescrizione dell’arte che cura.

Ha proseguito il Sottosegretario Borgonzoni: “Si tratta di un tema che seguo con particolare attenzione già dal 2018 e che come ultima tappa ha visto il convegno organizzato al Collegio Romano lo scorso giugno, occasione per aprire un confronto fra istituzioni, mondo sanitario, università, operatori culturali e Terzo Settore. L’obiettivo è arrivare a dati univoci, e non più a macchia di leopardo, sull’efficacia della fruizione della bellezza e alla prescrizione sociale (culturale) anche in Italia, a cominciare dal coinvolgimento di persone affette da patologie come quelle neurodegenerative o che soffrono di stati depressivi. La bellezza non solo cura – ha sottolineato il Sottosegretario – ma aiuta a combattere solitudine e sedentarietà. Il mio auspicio è che anche nel nostro Paese si riescano ad avere ricadute sul sistema economico e sociale. Pensiamo alle stime condotte in Gran Bretagna dalla University College of London, secondo cui le attività dei musei coinvolti nella prescrizione di percorsi di arteterapia hanno portato a una riduzione del 37% dei tassi di consultazione dei medici di base e del 27% delle ammissioni ospedaliere. Si calcola che per 1 sterlina investita nelle arti in prescrizione ci sia stato un ritorno che varia da 4 a 11 sterline”.

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