Un ampio studio pubblicato su PLOS One mostra che i tratti di personalità influenzano la frequenza delle fantasie sessuali. Nevroticismo e componente depressiva sono associati a una maggiore attività fantasmatica, mentre coscienziosità e gradevolezza sembrano avere un effetto “frenante”
Le persone con tratti di personalità più nevrotici tendono ad avere fantasie sessuali più frequenti, mentre chi è più coscienzioso o più accomodante tende a fantasticare meno. È questo il dato centrale che emerge da un ampio studio condotto su oltre 5.200 adulti statunitensi e pubblicato sulla rivista scientifica open access PLOS One. La ricerca analizza in modo sistematico il legame tra personalità e vita fantasmatica sessuale, restituendo un quadro sfumato e lontano da letture patologizzanti.
Lo studio e il campione
La ricerca, firmata da Emily Cannoot della Michigan State University insieme ai colleghi, ha coinvolto 5.225 adulti, con un’età media di 58 anni e una prevalenza maschile del 56,5%. I partecipanti hanno compilato due questionari standardizzati: il primo dedicato alla frequenza delle fantasie sessuali, il secondo alla valutazione dei cinque grandi tratti di personalità – estroversione, gradevolezza, coscienziosità, nevroticismo e apertura mentale – insieme ad alcune loro componenti specifiche, come ansia e depressione o rispetto e senso di responsabilità. Le fantasie sessuali sono state analizzate sia nel loro insieme sia distinguendo quattro grandi categorie: esplorative, intime, impersonali e sadomasochistiche.
Coscienziosità e gradevolezza: meno spazio alla fantasia
I risultati mostrano che livelli elevati di coscienziosità e gradevolezza sono associati a una minore frequenza di fantasie sessuali in tutte le categorie considerate. In particolare, questo effetto sembra essere guidato soprattutto da tratti come il rispetto delle regole e degli altri e dal senso di responsabilità. Chi tende a interiorizzare maggiormente le norme sociali e morali, dunque, riferisce una vita fantasmatica meno intensa, indipendentemente dal tipo di fantasia.
Nevroticismo e componente depressiva
All’estremo opposto si collocano le persone con punteggi più alti di nevroticismo, soprattutto nella sua componente depressiva, che riportano una maggiore frequenza di fantasie sessuali. Un dato che gli autori invitano a non leggere in chiave patologica. Le fantasie sessuali, ricordano, sono comuni e possono avere un ruolo positivo nel benessere individuale e relazionale. Secondo i ricercatori, per alcune persone le fantasie potrebbero anche rappresentare una forma di regolazione emotiva, un modo per compensare stati d’animo negativi o stress emotivo.
Estroversione e apertura mentale: un ruolo marginale
Contrariamente a quanto ipotizzato da alcune ricerche precedenti, lo studio non ha trovato associazioni significative tra la frequenza delle fantasie sessuali e altri tratti della personalità, come estroversione e apertura mentale. Un risultato che rafforza l’idea di un quadro complesso, in cui non esiste un unico profilo psicologico “predisposto” alla fantasia sessuale.
Perché questi risultati contano
Nel loro insieme, i dati sottolineano l’importanza delle dimensioni della personalità nel comprendere i pensieri sessuali, evidenziando l’ampia eterogeneità delle fantasie tra gli individui. Le differenze di personalità contribuiscono a spiegare perché alcune persone fantasticano più di altre, senza però determinare in modo rigido o esclusivo questi comportamenti. Come spiegano gli autori, comprendere queste associazioni può aiutare clinici e professionisti della salute mentale a promuovere un maggiore benessere sessuale, tenendo conto delle caratteristiche psicologiche individuali. In prospettiva, una maggiore integrazione tra psicologia della personalità e ricerca sulla sessualità potrebbe offrire strumenti più raffinati per sostenere la salute sessuale nelle diverse fasi della vita.
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