Salute 3 Febbraio 2026 17:04

Artrosi, la qualità della vita si misura nella capacità di compiere i gesti quotidiani

Per chi convive con l’artrosi, il benessere non dipende tanto dalla forza muscolare valutata con test isolati, come la stretta di mano, quanto dalla capacità di affrontare i gesti più semplici della vita di tutti i giorni: camminare, salire le scale, alzarsi da una sedia, gestire la fatica

di Isabella Faggiano
Artrosi, la qualità della vita si misura nella capacità di compiere i gesti quotidiani

Chi soffre di artrosi, non di rado, lamenta la mancanza di forza. Ora, una nuova ricerca invita a guardare anche ad altri aspetti della vita di chi convive con questa patologia cronica per valutarne l’impatto, ovvero: la mobilità quotidiana, la sicurezza del movimento, la possibilità di restare autonomi. Lo studio, pubblicato sull’European Journal of Applied Physiology e condotto da ricercatori della University of Sharjah, ha analizzato dati di oltre 38mila adulti provenienti da 28 Paesi europei. Gli scienziati avevano un obiettivo preciso: capire quali indicatori fisici siano davvero più legati alla qualità della vita nelle persone con artrosi.

La ricerca: oltre la stretta di mano

Da anni la forza della presa della mano è considerata un marcatore generale della salute muscolare e un indicatore utile nella pratica clinica, soprattutto negli anziani. Ma secondo i risultati di questo studio, nell’artrosi non è il parametro più informativo. Gli autori hanno confrontato due dimensioni: da un lato la forza della presa, dall’altro una serie di attività motorie quotidiane come camminare, salire le scale, alzarsi da una sedia e gestire la fatica. “Ci siamo concentrati su una domanda spesso trascurata nella ricerca e nella pratica clinica: quali aspetti dell’attività fisica quotidiana contano davvero per il benessere delle persone con artrosi”, spiega Asima Karim, prima autrice dello studio e professoressa associata di fisiologia integrativa.

Il benessere si misura nei movimenti di ogni giorno

I risultati mostrano con nettezza che, nei pazienti con artrosi, sono proprio le attività di tutti i giorni a spiegare meglio le differenze nella qualità della vita. Sebbene chi soffre di artrosi presenti in media una forza di presa inferiore e un benessere complessivo più basso rispetto a chi non ha la patologia, la stretta di mano non è ciò che racconta davvero la condizione di vita. Il team ha utilizzato il questionario CASP-12, uno strumento validato che misura quanto le persone sopra i 50 anni percepiscano controllo, autonomia, realizzazione personale e piacere nella propria esistenza. Incrociando questi dati con le misure fisiche, è emerso che le difficoltà motorie quotidiane sono molto più strettamente associate a un peggior benessere rispetto alla sola riduzione della forza muscolare. “Il risultato è stato netto: non è quanto sei forte a fare la differenza, ma se riesci a muoverti nel mondo con sicurezza ed energia”, sottolinea Karim.

La fatica, un segnale centrale da non ignorare

Un altro dato rilevante riguarda la fatica persistente, che emerge come uno dei predittori più forti di scarso benessere. Secondo gli autori, la gestione della stanchezza dovrebbe diventare una componente centrale della cura dell’artrosi, e non un aspetto secondario. “Se vogliamo migliorare davvero la qualità della vita delle persone con artrosi, dobbiamo guardare oltre i farmaci e concentrarci su mobilità, energia e indipendenza funzionale”, afferma Rizwan Qaisar, coautore dello studio.

Implicazioni immediate per clinici e riabilitazione

Lo studio suggerisce conseguenze pratiche importanti. Per i medici, valutazioni semplici come la difficoltà nel camminare o nel salire le scale possono rappresentare strumenti rapidi ed efficaci per individuare chi è a rischio di declino del benessere. E per i programmi di fisioterapia e riabilitazione, i dati indicano la necessità di dare priorità al miglioramento della mobilità quotidiana piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul rafforzamento muscolare. Il legame tra mobilità e benessere appare inoltre simile per uomini e donne, anche se le donne presentano in media una forza di presa più bassa: un elemento che rafforza l’idea di interventi trasversali centrati sul movimento. “L’artrosi non è solo una malattia delle articolazioni – conclude Firdos Ahmad, altro coautore dello studio -. Incide sulla dignità, sulla fiducia in sé e sulla capacità di vivere la vita di ogni giorno. Sostenere il movimento quotidiano può essere uno dei modi più efficaci per aiutare le persone a mantenere autonomia e benessere”.

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