Quattro società scientifiche italiane lanciano la Consulta CiKappa per rafforzare la prevenzione cardiovascolare nei bambini e negli adolescenti, coinvolgendo medici, scuole, famiglie e politica
Le malattie cardiovascolari si manifestano clinicamente in età adulta, ma spesso cominciano sin dall’infanzia o in adolescenza. Le prime modificazioni delle arterie, quelle che nel tempo favoriranno la formazione delle placche aterosclerotiche responsabili di infarto e ictus, possono essere già presenti in età pediatrica, soprattutto quando un bambino convive con l’obesità. È un dato che preoccupa sempre di più la comunità scientifica: nei bambini e negli adolescenti con eccesso ponderale possono comparire precocemente fattori di rischio tipici dell’età adulta, come ipertensione, colesterolo alto e alterazioni del metabolismo degli zuccheri. A questo si aggiungono comportamenti sempre più diffusi tra i più giovani, dal consumo di cibi ultraprocessati al fumo e all’alcol. Il punto cruciale è che, in età evolutiva, il rischio non dipende solo dalla presenza di un fattore dannoso, ma anche dal tempo di esposizione: un bambino che cresce con abitudini scorrette può portare quel peso sulla salute per decenni.
La prevenzione deve iniziare presto
Nonostante alcuni interventi di sensibilizzazione nelle scuole, l’allarme per l’aumento dell’obesità infantile in Italia non si traduce ancora in azioni concrete e strutturate. E secondo gli esperti, mancano soprattutto scelte politiche e provvedimenti legislativi capaci di rendere davvero applicabili le raccomandazioni preventive. Per questo la Società Italiana di Pediatria (SIP), la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), la Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) e la Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA) hanno deciso di unire le forze dando vita alla Consulta Inter-societaria per la Cardio Prevenzione Pediatrica e Adolescenziale, chiamata CiKappa
Una rete per proteggere il cuore fin dall’infanzia
“La CiKappa ha lo scopo di promuovere la prevenzione delle malattie cardiovascolari su base aterosclerotica nei bambini, negli adolescenti e nei giovani adulti, con interventi sia individuali che di popolazione”, spiega Simonetta Genovesi dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Istituto Auxologico Italiano, che coordina la Consulta insieme al pediatra Marco Giussani. I primi interlocutori sono i medici che seguono i ragazzi nel loro percorso di crescita. In particolare, sottolinea Giussani, medici e pediatri di famiglia dovrebbero impegnarsi a individuare precocemente i soggetti a maggior rischio cardiovascolare, attraverso anamnesi familiare, valutazioni mirate ed eventuali esami specifici. Per i casi più complessi, aggiunge, è necessario anche identificare centri specialistici di secondo livello, capaci di offrire percorsi dedicati.
Non solo pediatri: serve un’alleanza più ampia
Il problema, però, non riguarda soltanto la pediatria. Secondo la Consulta, anche altre specialità devono essere coinvolte, dall’ostetricia – per il ruolo delle influenze epigenetiche precocissime – alla medicina dello sport, per l’impatto positivo dell’attività fisica e della pratica sportiva. Un ruolo centrale è affidato anche alla scuola. Gli insegnanti, ricorda Roberto Volpe del CNR di Roma, possono trasmettere ai ragazzi i principi della prevenzione cardiovascolare e, soprattutto, favorire nella quotidianità scolastica alimentazione corretta e movimento, dal gioco per i più piccoli allo sport per gli adolescenti.
Politica e famiglie, la vera svolta
In questo percorso, i mass media possono contribuire a diffondere consapevolezza, ma la responsabilità maggiore ricade anche sui decisori politici. “La politica dovrebbe comprendere che investire sulla prevenzione nei bambini comporterà un vantaggio enorme in termini di salute e di risparmio economico, anche se questi benefici non portano consenso immediato”, avverte Volpe. Infine, un passaggio fondamentale riguarda le famiglie. “Rappresentano la chiave di volta per la riuscita degli interventi preventivi”, conclude Genovesi. È soprattutto attraverso il loro coinvolgimento e la loro spinta al cambiamento che dipenderà la salute dei bambini di oggi e degli adulti di domani.
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