I pediatri sottolineano la necessità di interventi urgenti e strutturali per proteggere bambini e adolescenti dall’esposizione cronica a polveri sottili e biossido di azoto
L’inquinamento atmosferico non è solo un problema ambientale: è una vera emergenza sanitaria che riguarda tutta la popolazione, ma colpisce in modo particolare i bambini, gli adolescenti e le donne in gravidanza. Lo conferma il rapporto nazionale ‘Cambiamo Aria. SALUTE e inquinamento atmosferico nelle città italiane’, recentemente pubblicato da Isde Italia (Società internazionale medici per l’ambiente). Il documento, basato su dati ufficiali raccolti da Ispra e dalle Arpa/Appa, offre una panoramica dettagliata della qualità dell’aria urbana in tutte le principali città italiane. “Le evidenze scientifiche ci dicono che l’esposizione cronica a polveri sottili (PM2,5 e PM10) e biossido di azoto (NO2) aumenta il rischio di malattie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche, fino a provocare mortalità prematura significativa – spiega Laura Reali, pediatra e presidente Isde Roma e Lazio. – . Non si tratta di un rischio futuro: è un problema concreto e attuale, che colpisce direttamente la salute dei cittadini”.
Le città più a rischio
Il confronto tra le città mostra differenze importanti: Torino e Milano emergono come le più critiche, mentre Roma registra valori relativamente migliori. Tuttavia, chiarisce Reali, “essere ‘nei limiti’ oggi non significa essere al sicuro: i nuovi standard europei, in vigore dal 2030, sono più rigorosi e praticamente nessuna grande città italiana può dirsi protetta”. L’impatto più grave si osserva in età pediatrica. Un organismo in crescita è più vulnerabile agli inquinanti: apparato respiratorio, sistema nervoso e sistema immunitario sono ancora in sviluppo e l’esposizione precoce può determinare conseguenze lungo tutto l’arco della vita. Asma, infezioni respiratorie, disturbi del neurosviluppo e difficoltà attentive sono solo alcuni degli effetti segnalati dai dati scientifici. “Proteggere l’aria che respirano bambini e adolescenti significa tutelare la salute futura della comunità”, sottolinea Reali.
La ‘chiamata’ all’azione
Il rapporto Isde richiama inoltre la necessità di interventi strutturali e immediati: riduzione del traffico motorizzato, potenziamento del trasporto pubblico elettrico, promozione della mobilità attiva, efficientamento energetico degli edifici e pianificazione urbana orientata alla salute. Un ruolo chiave è affidato ai medici, e in particolare ai pediatri, che possono contribuire attivamente alla prevenzione e alla promozione di politiche efficaci per un’aria più pulita. “Investire nella qualità dell’aria non è solo una scelta ambientale, ma un investimento imprescindibile sulla salute delle generazioni presenti e future”, conclude Valentina Grimaldi, pediatra di famiglia e consigliere Omceo Roma.
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