Dai social alla nuova piramide alimentare rovesciata, il latte intero è presentato come “carburante” ideale anche per gli sportivi. Ma la nuova spinta favorisce il ritorno del latte crudo e dei Raw Milk Party. Cdc ed esperti avvertono: senza pastorizzazione i rischi per la salute sono elevati
Negli Stati Uniti il latte intero sta vivendo un ritorno di popolarità senza precedenti, promosso non solo come alimento quotidiano ma persino come “carburante” per gli atleti. Dai social alla scuola, il latte intero è al centro di una vera e propria campagna mediatica: il Dipartimento dell’Agricoltura americano ha pubblicato a gennaio su X il messaggio “I veri atleti scelgono il vero carburante. Bevi latte intero”, accompagnato da foto del cestista Nba Enes Kanter con un bicchiere pieno fino all’orlo, labbra e mento imbiancati. Anche la nuova piramide alimentare rovesciata, introdotta a inizio 2026, colloca in cima carne rossa e latticini e relega cereali e pane integrale al fondo, trasformando la promozione del latte intero in un imperativo nutrizionale e culturale. La spinta è stata rafforzata dal “Whole Milk for Healthy Kids Act”, firmato dal presidente Donald Trump, che reintroduce il latte intero nelle scuole americane con slogan come “Make Whole Milk Great Again” e clip virali in cui il latte viene celebrato come fonte di energia e vitalità.
Raw Milk Party: la promozione del latte crudo non pastorizzato
Questa ondata mediatica ha inevitabilmente alimentato il ritorno del latte crudo rigorosamente non pastorizzato e dei cosiddetti Raw Milk Party, eventi sociali in cui musica, balli e latte fresco si mescolano in un rituale celebrativo. Le testimonianze provenienti dagli Stati Uniti descrivono scene in cui i partecipanti brindano al latte crudo come simbolo di forza vitale, ignorando i rischi concreti per la salute.
I rischi concreti del latte crudo
I Cdc ribadiscono con fermezza che il latte crudo può essere veicolo di gravi malattie: dall’inizio del secolo scorso, infatti, la pastorizzazione ha drasticamente ridotto le infezioni trasmesse dal latte, proteggendo milioni di persone da patogeni pericolosi. Secondo l’agenzia, il consumo di latte crudo espone a germi come Campylobacter, Cryptosporidium, Escherichia coli, Listeria, Brucella e Salmonella, con conseguenze potenzialmente letali per i bambini sotto i 5 anni, gli anziani, le donne in gravidanza e le persone immunodepresse.
Sintomi e complicanze: dal mal di pancia alla morte
I sintomi più comuni delle infezioni da latte crudo includono diarrea, crampi e vomito, ma alcune complicanze possono essere molto più gravi: la sindrome di Guillain-Barré, la sindrome emolitico-uremica, l’insufficienza renale, ictus e persino la morte sono rischi documentati in letteratura. La preoccupazione dei Cdc si è ulteriormente intensificata a seguito dell’epidemia di influenza aviaria in allevamenti di vacche da latte in diversi stati, con casi registrati anche nell’uomo. L’agenzia ammonisce esplicitamente che il latte crudo non deve essere utilizzato come strumento di immunizzazione: il consumo di latte contaminato può comportare malattie serie e non fornisce alcuna protezione contro i virus come l’A(H5N1).
Latte sicuro: nutrizione senza rischi
Nonostante il fascino social e la retorica della vitalità, il latte crudo resta un rischio sanitario concreto, mentre il latte pastorizzato continua a offrire gli stessi benefici nutrizionali senza esporre i consumatori a pericoli evitabili. L’ultima ondata di moda negli Stati Uniti, dai Raw Milk Party alla piramide alimentare rovesciata, mette in luce un paradosso: il desiderio di autenticità e forza naturale si scontra con dati scientifici incontrovertibili, ricordando che il latte intero può nutrire, ma solo se sicuro.