Salute 26 Gennaio 2026 10:04

Tumore al seno, prolungare la terapia ormonale nelle giovani donne dimezza metastasi e recidive

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology mostra che nelle pazienti giovani con carcinoma mammario ormonopositivo, proseguire la terapia endocrina oltre i cinque anni standard riduce del 50% le metastasi e del 40% le recidive

di Isabella Faggiano
Tumore al seno, prolungare la terapia ormonale nelle giovani donne dimezza metastasi e recidive

Per la prima volta, uno studio coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) in collaborazione con l’Harvard University offre dati solidi sull’efficacia della prosecuzione della terapia endocrina nelle donne in pre-menopausa con tumore al seno ormonopositivo. I risultati suggeriscono che prolungare il trattamento può modificare significativamente la prognosi, riducendo metastasi e recidive senza aumentare gli effetti collaterali gravi. La ricerca ha incluso 501 pazienti operate entro i 40 anni, con carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali e coinvolgimento linfonodale. Tutte avevano completato cinque anni di terapia adiuvante con LHRH-analogo, farmaco che blocca temporaneamente la funzione ovarica e il ciclo mestruale. Al termine dei cinque anni, metà delle pazienti ha interrotto la cura e seguito controlli clinici, mentre l’altra metà ha continuato il trattamento per una media di circa quattro anni aggiuntivi.

Risultati significativi

Il confronto tra i due gruppi ha evidenziato un vantaggio chiaro per chi ha proseguito la terapia:

  • Metastasi a distanza dimezzate
  • Recidive ridotte di circa il 40%
  • Nessun aumento significativo di effetti collaterali gravi

Secondo il Dr. Carmine Valenza, coordinatore dello studio, “questi dati colmano una lacuna importante nella gestione delle giovani pazienti, un gruppo storicamente poco rappresentato nei trial clinici”.

Verso un approccio personalizzato

Fino a oggi, la prosecuzione della terapia oltre i cinque anni era raccomandata solo alle pazienti in post-menopausa. “Ora finalmente possiamo proporre un approccio personalizzato anche alle pazienti in pre-menopausa, considerando il lungo progetto di vita che hanno davanti”, aggiunge Valenza. Il Prof. Giuseppe Curigliano evidenzia il valore della pubblicazione: “Conferma il ruolo di leadership dell’IEO nella ricerca sul carcinoma mammario e rappresenta un traguardo fondamentale per migliorare la sopravvivenza delle giovani pazienti”. Il contributo dei team di Senologia Medica dell’IEO e dei ricercatori di Harvard ha reso possibile questo risultato destinato a influenzare la pratica clinica internazionale.

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