Salute 26 Gennaio 2026 09:39

Dormire bene aiuta a pensare meglio: un nuovo studio rivela il ruolo cruciale della mielina

Dormire non serve solo a “spegnere” il cervello: il sonno è essenziale per mantenere efficiente la trasmissione dei segnali nervosi. La deprivazione di sonno ha effetti diretti su attenzione, coordinazione e funzioni cognitive

di Isabella Faggiano
Dormire bene aiuta a pensare meglio: un nuovo studio rivela il ruolo cruciale della mielina

Dormire bene non è un lusso, ma una necessità biologica. A confermarlo è un nuovo studio coordinato dal gruppo di ricerca del professor Michele Bellesi, docente della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria e membro del Centro per le Neuroscienze dell’Università di Camerino, appena pubblicato su PNAS – Proceedings of the National Academy of Sciences. La ricerca dimostra che il sonno è fondamentale non solo per “riposare il cervello”, ma per garantire una comunicazione efficiente tra le cellule nervose.

Cosa succede al cervello quando dormiamo poco

La privazione di sonno non rende semplicemente i neuroni più lenti o “stanchi”. Secondo i ricercatori, dormire poco compromette la velocità con cui i segnali elettrici viaggiano nel cervello. Il motivo è un’alterazione della mielina, la guaina che avvolge le fibre nervose e consente una trasmissione rapida ed efficiente degli impulsi nervosi. Quando la mielina perde la sua integrità, i segnali impiegano più tempo a propagarsi. Questo rallentamento si traduce in difficoltà di attenzione, ridotta coordinazione e peggiori prestazioni cognitive, effetti ben noti a chi sperimenta anche solo una notte insonne.

Il ruolo chiave degli oligodendrociti

Lo studio identifica anche il meccanismo biologico alla base di questi effetti. La mancanza di sonno altera il metabolismo del colesterolo negli oligodendrociti, le cellule responsabili della produzione e del mantenimento della mielina. Analizzando il profilo molecolare di queste cellule, i ricercatori hanno osservato segni di stress cellulare e una profonda alterazione dei processi lipidici, in particolare di quelli legati al colesterolo, componente essenziale della mielina. Una disfunzione degli oligodendrociti compromette quindi la qualità della guaina mielinica e, di conseguenza, la comunicazione tra i neuroni.

Segnali più lenti, funzioni cognitive ridotte

I dati mostrano che la deprivazione di sonno è associata a un rallentamento della conduzione degli impulsi nervosi, a una minore sincronizzazione tra le due metà del cervello e a un peggioramento delle prestazioni cognitive e motorie. “Il sonno è cruciale non solo per l’attività dei neuroni, ma anche per la salute delle cellule che li supportano – spiega Michele Bellesi -. La mielina è fondamentale per la velocità e l’efficienza della comunicazione cerebrale: alterarne il funzionamento significa rallentare l’intero sistema”.

Nuove prospettive per la salute cerebrale

I risultati aprono scenari importanti anche dal punto di vista clinico. Comprendere come la deprivazione di sonno interferisca con la mielina e con il metabolismo del colesterolo negli oligodendrociti potrebbe offrire nuove strategie per prevenire o ridurre i disturbi cognitivi legati alla mancanza di sonno, una condizione sempre più diffusa nella società moderna. “La pubblicazione su PNAS conferma l’elevato valore scientifico della ricerca del nostro Ateneo – conclude il rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni – e la sua rilevanza su temi che hanno ricadute concrete sulla salute e sulla qualità della vita delle persone”.

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