La ricetta dell’ISS per cambiare rotta: informazione, accesso facilitato e programmi scolastici sono fondamentali per proteggere ragazzi e ragazze
Il vaccino per l’HPV potrebbe prevenire quasi tremila morti ogni anno in Italia, ma secondo gli esperti dell’ISS, “sette genitori su dieci credono che questa forma di prevenzione non sia utile, e per otto su dieci l’Hpv non è una malattia grave”. Questa percezione errata ha portato a una copertura vaccinale ancora molto bassa, con appena metà della popolazione target effettivamente protetta. “Siamo purtroppo ancora lontani dall’obiettivo di vaccinare il 95% dei ragazzi e delle ragazze di 11-12 anni entro il 2030 – sottolinea il presidente dell’ISS, Rocco Bellantone – e restano ampie differenze nella copertura tra una regione e l’altra. Diseguaglianze culturali e territoriali non possono né devono impedire l’accesso a questo strumento così importante”.
Dubbi e timori dei genitori
Il progetto europeo Perch, appena concluso, ha indagato l’atteggiamento dei genitori. Secondo Raffaella Bucciardini, responsabile scientifica del progetto, “i motivi della bassa diffusione della vaccinazione sono legati soprattutto a una consapevolezza non sempre completa sulla pericolosità del virus e sul suo legame con lo sviluppo di tumori che causano migliaia di morti. A questo si aggiungono timori legati alla sicurezza del vaccino e ai possibili effetti collaterali. La fiducia nella sua efficacia è invece generalmente buona. Il lavoro è quindi, innanzitutto, quello di capovolgere queste percezioni attraverso un’informazione corretta e basata su evidenze”. Altri fattori di ostacolo includono la difficoltà nel raggiungere i centri vaccinali, percepita dal 70% dei genitori, e la scarsa conoscenza della gratuità del vaccino, ignorata da sei genitori su dieci. I dati ufficiali del Ministero della Salute mostrano inoltre un’ampia variabilità tra le regioni: dalla Lombardia, con il 77% di copertura, alla Sicilia, ferma al 23%.
Educazione e informazione per cambiare percezioni
Per affrontare il problema, l’ISS ha presentato durante il convegno un video informativo con studenti di una scuola media di Roma, volto a chiarire dubbi e falsi miti. “È necessario spiegare ai ragazzi che vaccinandosi proteggono innanzitutto se stessi e che, riducendo la circolazione delle infezioni, proteggono anche gli altri. A loro, e alle loro famiglie, chiediamo di compiere questo atto di responsabilità, che diventa anche, poi, sempre, un atto d’amore”, ha sottolineato Bellantone.
Vaccinare a scuola aumenta le coperture
Un’esperienza pilota condotta dalla Asl di Taranto, sotto la supervisione del dipartimento di Prevenzione della Regione Puglia, ha dimostrato che portare il vaccino direttamente nelle scuole è efficace. “Nelle 29 scuole coinvolte, la copertura del ciclo completo per le ragazze è salita dal 57% al 73%, mentre per i maschi dal 45% al 67,4%”, spiegano gli esperti dell’ISS. Gli esperti dell’ISS ricordano che la vaccinazione contro l’HPV è un diritto di tutti e un fondamentale strumento di prevenzione primaria. Informazione chiara, accesso facilitato e campagne mirate nelle scuole sono passaggi indispensabili per aumentare la copertura, ridurre le disuguaglianze e proteggere migliaia di giovani dalla minaccia dei tumori correlati al virus.
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