Salute 10 Dicembre 2025 16:14

ASH 2025: Risposte a lungo termine con glofitamab e mosunetuzumab nei linfomi aggressivi e follicolari

Al 67° Congresso ASH, Roche ha presentato dati di efficacia a lungo termine su glofitamab e mosunetuzumab

di Marco Landucci
ASH 2025: Risposte a lungo termine con glofitamab e mosunetuzumab nei linfomi aggressivi e follicolari

In occasione del 67° Congresso della Società Americana di Ematologia (ASH), svoltosi dal 6 al 9 dicembre a Orlando (USA), Roche ha presentato nuovi dati promettenti su due terapie innovative per il trattamento di specifici tipi di linfoma. Si tratta di glofitamab, valutato nello studio STARGLO per il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), e di mosunetuzumab, oggetto dello studio CELESTIMO per il linfoma follicolare.

Glofitamab: miglioramento significativo della sopravvivenza nel DLBCL

Lo studio di Fase III STARGLO ha coinvolto pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B recidivato o refrattario (cioè non più rispondente alla terapia), non candidabili al trapianto autologo di cellule staminali. Dopo un follow-up mediano di 35,1 mesi, i risultati mostrano un raddoppio della sopravvivenza globale per i pazienti trattati con glofitamab in combinazione con gemcitabina e oxaliplatino rispetto al trattamento standard con rituximab (25,5 mesi vs 12,5 mesi). Il rischio di morte è stato ridotto del 40% (hazard ratio = 0,60; IC 95%: 0,43–0,8).

Questa combinazione terapeutica, definita “off-the-shelf” perché pronta all’uso, si conferma dunque come un’opzione valida per pazienti che hanno già ricevuto almeno una linea di trattamento.

“Dopo tre anni, notiamo un appiattimento della curva di sopravvivenza, un segnale importante: significa che alcuni pazienti possono raggiungere una condizione di remissione stabile e potenzialmente curativa,” ha spiegato il dottor Jeremy Abramson, Direttore del Jon and Jo Ann Hagler Center for Lymphoma (USA) e coordinatore dello studio STARGLO.

“Questa combinazione potrebbe offrire una remissione a lungo termine, evitando la necessità di cure continuative,” ha aggiunto Levi Garraway, Chief Medical Officer di Roche. Glofitamab ha già ottenuto l’approvazione in oltre 50 Paesi e compare nelle linee guida internazionali.

Mosunetuzumab: efficacia duratura nel linfoma follicolare

Per quanto riguarda il linfoma follicolare, Roche ha presentato i dati dello studio CELESTIMO, che valuta mosunetuzumab in combinazione con altri farmaci in linee di trattamento più precoci (dalla terza linea in poi).

“I risultati indicano che mosunetuzumab, anche somministrato in regime ambulatoriale, mantiene un’efficacia prolungata,” ha spiegato Garraway.

Oltre allo studio CELESTIMO, sono stati illustrati nuovi dati su mosunetuzumab somministrato sia per via endovenosa che sottocutanea:

  • Studio GO29781 (follow-up a 5 anni): ha dimostrato che mosunetuzumab endovena induce remissioni durature in pazienti con linfoma follicolare recidivato o refrattario. Il tasso di sopravvivenza globale a 5 anni è stato del 78,5% e la durata della risposta completa a 54 mesi è del 52%.
  • Follow-up a 3 anni (via sottocutanea): risultati altrettanto promettenti, con un tasso di risposta globale del 74,5%, risposte complete nel 62,8% dei casi e una durata della risposta completa del 53% a 30 mesi.

Importante sottolineare che non sono emersi nuovi effetti collaterali significativi in nessuno dei due studi.

I nuovi dati presentati ad ASH 2025 confermano il potenziale di glofitamab e mosunetuzumab come opzioni terapeutiche efficaci e ben tollerate per i pazienti con linfomi aggressivi o ricorrenti. Entrambe le terapie si distinguono per la possibilità di ottenere risposte a lungo termine, anche in pazienti con limitate alternative terapeutiche, aprendo prospettive concrete per migliorare la qualità e la durata della vita.

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