Prevenzione 10 Dicembre 2025 15:47

Rischio epidemico e comportamenti individuali: “La trasgressione di pochi mette a rischio tutti”

Un nuovo studio del Politecnico di Milano, con simulazioni in tre metropoli italiane, mostra che anche una minima quota di cittadini che non segue le regole sanitarie può accelerare e amplificare la diffusione di un'epidemia nelle grandi città

di I.F.
Rischio epidemico e comportamenti individuali: “La trasgressione di pochi mette a rischio tutti”

Basta una minoranza di cittadini che ignora le regole di prevenzione per cambiare il corso di un’epidemia e mettere a rischio intere città. Lo dimostra uno studio del Politecnico di Milano, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society di Londra, che mostra come comportamenti individuali apparentemente isolati possano amplificare e accelerare la diffusione dei contagi, creando veri e propri hotspot urbani e anticipando il picco dell’infezione. Nelle grandi città, anche pochi “non aderenti” possono influenzare la salute di tutti.

Tre città, un modello di analisi

La ricerca, condotta da Fabio Mazza, Marco Brambilla, Carlo Piccardi e Francesco Pierri del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (Deib), ha analizzato l’impatto dei comportamenti non conformi alle misure sanitarie in tre grandi città italiane: Torino, Milano e Palermo. Utilizzando reti di contatto basate su dati reali e un modello matematico che distingue tra cittadini “aderenti” e “non aderenti”, gli autori hanno simulato la diffusione di un’epidemia, evidenziando come anche una piccola quota di persone non rispettose delle regole possa aumentare notevolmente il picco dei contagi e anticiparne il momento, mettendo sotto pressione le strutture sanitarie locali.

Il commento degli esperti

“Abbiamo osservato che, sebbene a livello globale l’epidemia segua dinamiche simili tra le città considerate, la distribuzione geografica dei comportamenti non aderenti può modificare sensibilmente le traiettorie locali dei contagi, generando differenze marcate tra quartieri diversi della città – spiega Francesco Pierri, coordinatore dello studio e ricercatore del Data Science Lab del PoliMi -. Il lavoro sottolinea la necessità di monitorare la distribuzione dei comportamenti di prevenzione e di adattare le strategie sanitarie alle caratteristiche dei singoli contesti urbani, per rendere più efficaci gli interventi di salute pubblica”. Lo studio evidenzia anche che l’effetto dei comportamenti non aderenti è particolarmente rilevante quando la trasmissibilità della malattia è moderata e che la concentrazione di cittadini non conformi in determinate aree può creare veri e propri “hotspot” locali, difficili da contenere.

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