Salute 26 Novembre 2025 11:34

La fama accorcia la vita dei cantanti

Essere una star della musica può accorciare la vita. Uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health mostra che i cantanti famosi hanno un rischio di mortalità superiore del 33% 

di Valentina Arcovio
La fama accorcia la vita dei cantanti

Essere una star della musica può accorciare la vita di diversi anni. Uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health e condotto da Johanna Hepp, Christoph Heine, Melanie Schliebener e Michael Dufner dell’Università di Witten/Herdecke (Germania) mostra che i cantanti famosi in Europa, Regno Unito e Nord America hanno un rischio di mortalità superiore del 33 per cento rispetto ai colleghi meno noti, con una sopravvivenza media di circa 75 anni contro quasi 80. L’analisi ha coinvolto 648 cantanti attivi tra il 1950 e il 1990 e suggerisce che la fama comporti un rischio aggiuntivo oltre ai fattori professionali legati al lavoro musicale.

Differenze di mortalità tra i cantanti famosi e quelli meno noti

Nello studio i ricercatori hanno selezionato 324 cantanti famosi dalla lista “Top 2000 Artists of All Time” e hanno abbinato loro per anno di nascita, genere, nazionalità, etnia, genere musicale e ruolo sul palco 324 artisti meno noti, tramite ricerche su discogs.com e fonti biografiche pubbliche. In questo modo è stato possibile controllare le variabili professionali e demografiche che avrebbero potuto spiegare la differenza di mortalità osservata in studi precedenti, attribuendola esclusivamente al successo mediatico. Le curve di sopravvivenza mostrano che la divergenza tra i due gruppi inizia a emergere circa vent’anni dopo l’avvio della carriera, con i primi decessi più precoci tra gli artisti celebri.

L’analisi di regressione di Cox conferma l’associazione, indicando che i cantanti famosi hanno una probabilità di morte maggiore del 33 per cento rispetto ai colleghi meno conosciuti. Il ruolo solista risulta inoltre associato a un rischio più elevato rispetto alla partecipazione a una band, con una riduzione del rischio del 26 per cento tra chi si esibisce in gruppo, suggerendo un possibile effetto protettivo legato al supporto sociale.

Pressione pubblica e perdita della privacy tra i fattori di rischio

Il rischio appare legato al periodo successivo al raggiungimento della fama e non a differenze preesistenti, come indicato dall’analisi esplorativa che tratta la celebrità come esposizione variabile nel tempo. I ricercatori ipotizzano che fattori come pressione pubblica, perdita di privacy, isolamento e maggiore esposizione a stili di vita dannosi possano contribuire ad aumentare la vulnerabilità dei cantanti più noti. Gli autori sottolineano che il risultato è comparabile a rischi sanitari riconosciuti, come il fumo occasionale, e che gli effetti della fama sembrano superare i vantaggi associati allo status socioeconomico elevato. Secondo gli autori, saranno necessari ulteriori studi per comprendere i meccanismi causali e verificare se il fenomeno riguarda anche altre categorie come attori e sportivi e in contesti culturali diversi da Europa e Nord America.

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