La sperimentazione, della durata di 18 mesi, coinvolgerà almeno 50mila persone e interesserà tre macroaree del Paese (Nord, Centro, Sud). Agenas selezionerà i progetti pilota e ne monitorerà qualità ed efficacia
È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 265 il decreto che definisce l’avvio della sperimentazione nazionale di prestazioni di telemedicina dedicate agli anziani con patologie croniche. L’obiettivo è ambizioso: garantire un’assistenza innovativa e continuativa a circa 50mila persone in 18 mesi, nell’ambito del PNRR M6C1-9, con l’orizzonte di estendere i servizi a 300mila cittadini entro la fine del 2025. Il decreto precisa che le prestazioni erogabili rientrano nei campi della teleassistenza e del telemonitoraggio, rivolte in modo prioritario agli anziani cronici. I servizi dovranno rispettare le linee guida del 2022, assicurando supporto continuativo al domicilio, promuovendo la prevenzione del deterioramento cognitivo, favorendo l’aderenza terapeutica e contribuendo a ridurre l’isolamento sociale. La definizione ufficiale delle prestazioni sarà affidata a un decreto del Ministro della Salute, in collaborazione con il Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale.
Tre macroaree per garantire copertura uniforme
Per organizzare la sperimentazione, il territorio nazionale sarà suddiviso in tre grandi aree geografiche – Nord, Centro e Sud – ciascuna delle quali dovrà attivare almeno un progetto pilota. L’obiettivo è garantire omogeneità di accesso ai servizi e coinvolgere direttamente le Regioni nel processo operativo. L’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) sarà responsabile della selezione dei progetti, che dovranno coinvolgere dai 50mila ai 60mila grandi anziani. Ogni iniziativa dovrà assicurare continuità, flessibilità e raccordo con le Aziende sanitarie locali e con i medici di medicina generale. Gli infermieri di famiglia o di comunità potranno presentare progetti solo attraverso le rispettive Asl di afferenza, come previsto dal DLgs 29/2024. Agenas costituirà inoltre una Commissione di valutazione composta da cinque membri nominati dall’agenzia stessa, con la partecipazione dei Ministri della Salute, della Disabilità e dell’Economia. La Commissione opererà a titolo gratuito e sarà incaricata di valutare la qualità e la fattibilità dei progetti.
Monitoraggio, finanziamenti e sostenibilità
L’agenzia sarà anche responsabile del monitoraggio semestrale delle prestazioni erogate, riferendo direttamente al CIPA. Il decreto prevede un finanziamento complessivo di 150 milioni di euro, destinato non solo alla sperimentazione, ma anche al supporto operativo delle Asl coinvolte e alle attività di coordinamento. L’intervento non comporterà ulteriori oneri per la finanza pubblica, utilizzando le risorse già disponibili. Il provvedimento entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Con questo decreto, l’Italia compie un passo concreto verso l’innovazione della sanità digitale, puntando a servizi di telemedicina strutturati e mirati a chi ha maggior bisogno di assistenza domiciliare. La sperimentazione non solo testerà l’efficacia di nuovi modelli organizzativi, ma costituirà anche la base per un’estensione futura dei servizi, con l’ambizione di raggiungere decine di migliaia di cittadini e integrare la telemedicina nella gestione quotidiana dei grandi anziani cronici.
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