Prevenzione 2 Settembre 2025 11:39

‘Back to School’ di Anlaids: l’educazione sessuale e affettiva entra in classe

L’iniziativa punta a informare, prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili e promuovere relazioni rispettose e responsabili.
di I.F
‘Back to School’ di Anlaids: l’educazione sessuale e affettiva entra in classe

Con il ritorno a scuola e alla vigilia della Giornata mondiale della salute sessuale, Anlaids rilancia il progetto educativo “Anlaids incontra studenti e studentesse“, che da oltre trent’anni accompagna i giovani in un percorso consapevole di sessualità e affettività. L’iniziativa punta a informare, prevenire le infezioni sessualmente trasmissibili e promuovere relazioni rispettose e responsabili. “Nel 2023 il numero totale di segnalazioni di infezioni sessualmente trasmissibili tra i giovani è aumentato del 16,1% rispetto al 2021”, spiega Anlaids, evidenziando la necessità di sensibilizzare la popolazione, a partire dai giovani, sul tema.

Educazione sessuale estensiva e approccio olistico

“Grazie all’integrazione con il modello EduForIst e all’adozione del modello Cse – Comprehensive sexuality education – il progetto propone oggi un percorso inclusivo, che affronta aspetti cognitivi, emotivi, fisici e sociali della sessualità”, sottolinea l’associazione. L’iniziativa fornisce ai giovani informazioni accurate e adeguate all’età, promuovendo salute, benessere affettivo e responsabilità personale.

Promuovere il rispetto, il consenso e relazioni positive

“Affrontando temi come la qualità delle relazioni, il rispetto e il consenso – spiega Rosario Galipò, responsabile del progetto – il modello Cse contribuisce non solo alla prevenzione di Hiv e altre Ist, ma anche alla riduzione di comportamenti irrispettosi o aggressivi. Vogliamo trasferire ai giovani una visione positiva della sessualità, che valorizzi le diversità individuali e promuova la responsabilità verso sé stessi e gli altri”.

Risultati concreti nelle scuole

Nel primo semestre 2024/2025, il progetto ha coinvolto oltre 6mila studenti in 77 scuole di 10 regioni. I questionari post-intervento mostrano che gli studenti formati con il modello Cse hanno ottenuto punteggi più alti (10,8 contro 9,5 su 14 punti) nella conoscenza di Hiv, Aids e Ist. Anche l’apprezzamento per l’attività degli operatori è risultato superiore, confermando l’efficacia del metodo. I dati sono stati presentati al XVII congresso nazionale Icar, ricevendo il riconoscimento come miglior lavoro nella sezione ‘scienze sociali’.

L’Italia ancora indietro sull’educazione sessuale

“Ad oggi il nostro Paese è tra i pochi in Europa che non ha reso obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole – sottolinea Luca Butini, presidente di Anlaids -. Il recente disegno di legge approvato il 30 aprile dal Consiglio dei ministri rappresenta un’opportunità per rafforzare il patto educativo tra scuola e famiglia. L’obiettivo è rendere l’educazione all’affettività e alla sessualità una materia curricolare, perché la scuola è il luogo privilegiato per educare i giovani alla salute sessuale”.

Percorso educativo partecipativo e inclusivo

Gli incontri, gratuiti e inseriti in un programma educativo più ampio, coinvolgono docenti, genitori e operatori formati, promuovendo conoscenze scientificamente accurate e strumenti per riconoscere, gestire e esprimere emozioni e sentimenti. Il progetto prevede anche la formazione di studenti “leader” per la diffusione tra pari. L’approccio, partecipativo e non giudicante, utilizza strumenti multimediali, giochi di ruolo, circle-time e storytelling. Questionari pre e post intervento permettono di valutare l’efficacia e, al termine del progetto, viene restituito alle scuole un report dettagliato.

 

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