Salute 22 Settembre 2023 15:01

Sindrome del bambino scosso: sette casi su 10 in famiglie problematiche

Uno studio di Terre des Hommes, presentato all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, traccia l’identikit del fenomeno: gli artefici sono quasi sempre già noti all’Autorità Giudiziaria e presi in carico dalla rete dei Servizi Sociali

di I.F.
Sindrome del bambino scosso: sette casi su 10 in famiglie problematiche

In sette casi su 10 la Shaken baby Syndrome (la sindrome del bambino scosso) coinvolge nuclei familiari problematici. Uomini o donne che vivono in contesti violenti e criminali, spesso affetti da dipendenze patologie psichiche e per questo già noti all’Autorità Giudiziaria e presi in carico dalla rete dei Servizi Sociali. Il risultato è frutto di uno studio di Terre des Hommes, primo in Italia nel suo genere e presentato all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, nato da una consolidata collaborazione tra la Fondazione, che dal 2017 promuove la campagna #NONSCUOTERLO! e la Rete Ospedaliera per la Prevenzione del Maltrattamento all’Infanzia (Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino, Ospedale Vittore Buzzi di Milano, Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, IRCC – Gaslini di Genova, Meyer IRCCS di Firenze, Policlinico Giovanni XXIII di Bari e l’Ospedale Santobono – A.O.R.N. Santobono-Pausilipon di Napoli).

Il campione di riferimento

La Shaken baby Syndrome è una grave forma di maltrattamento fisico che si verifica quando il neonato viene scosso violentemente dal caregiver, come reazione al suo pianto inconsolabile. La rilevazione di Terre des Hommes, condotta nella primavera del 2023, ha preso in considerazione 47 casi di Shaken Baby Syndrome diagnosticati dagli ospedali partecipanti tra 2018 e 2022. Purtroppo, in 5 casi i gravi danni riportati hanno causato la morte dei neonati, mentre in altri 25 casi a distanza di tempo si sono verificate gravi compromissioni del percorso evolutivo del bambino o della bambina. In 34 casi su 47 i neonati hanno meno di 6 mesi e per tutte le fasce di età  identificate (da 0 a 2 anni) sono più frequenti vittime di genere maschile.

Il contesto sociale

Il 35% dei bambini e delle bambine risulta essere prematuro e con altre patologie, due fattori che aumentano il rischio di subire scuotimento. Inoltre, frequentemente lo scuotimento avviene all’interno di un quadro di maltrattamento più ampio. Nella casistica presa in considerazione ben 29 casi su 47 presentano questa drammatica compresenza di diverse forme di maltrattamento. Infatti, uno su 3 dei casi rilevati era già stato in pronto soccorso o per altre patologie (21%) o per sintomi sospetti di scuotimento (15%).  E si à accertato che un quarto dei bambini e bambine arrivate in Pronto Soccorso era già  vittima di scuotimento. Infatti la maggioranza dei nuclei famigliari coinvolti (33 su 47) presenta problematicità.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

Giornata internazionale Sclerosi Tuberosa: “La presa in carico dei pazienti aduli (quasi) non esiste”

La Presidente dell’Associazione Sclerosi Tuberosa racconta le principali difficoltà che devono affrontare i pazienti ‘rari’ e le loro famiglie
Advocacy e Associazioni

XVIII Giornata europea dei diritti del malato. Contro la desertificazione sanitaria serve un’alleanza tra professionisti, cittadini e istituzioni

La carenza di servizi sul territorio, la penuria di alcune specifiche figure professionali , la distanza dai luoghi di salute in particolare nelle aree interne del Paese, periferiche e ultraperiferich...
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...