Salute 6 Febbraio 2023 19:55

«Io, giovane fisioterapista iscritto all’Ordine vi dico attenzione agli abusivi, ecco come smascherarli»

A Sanità Informazione Mirko racconta la sua storia di fisioterapista a domicilio e in ufficio a Milano: ritmi veloci, difficoltà ad emergere e concorrenza di figure non certificate. Ecco i loro trucchi e come smascherarli…

Sono circa 70mila i fisioterapisti in Italia, una professione che da pochi mesi può contare su un proprio Ordine professionale, (FNOFI) entrato in vigore lo scorso mese di dicembre, ma che deve fare i conti ancora con figure non abilitate.  A denunciare gli abusivi di una professione particolarmente ambita  (circa il 70% di coloro che scelgono di sostenere i test per professioni sanitarie puntano su fisioterapia), sono in molti, soprattutto giovani. Tra loro Mirko che, dopo una esperienza in provincia, a Ravenna,  è tornato a Milano per esercitare la professione.

Fisioterapista a domicilio

Si chiama Mirko Podico, ha 34 anni e svolge la sua professione di fisioterapista a domicilio. «Dopo cinque anni, trascorsi in Romagna – racconta Mirko a Sanità Informazione –  ho deciso di tornare nella città dove ho studiato per svolgere la mia professione a domicilio. Questo agevola il dialogo e la sintonia che deve esserci tra fisioterapista e paziente».

Un mercato che cambia

Un lavoro scandito dai ritmi veloci della città e da una clientela molto differente. «A Milano sono chiamato da molti professionisti, soprattutto commercialisti e avvocati, che stanno otto ore in ufficio e spesso richiedono una seduta in pausa pranzo nel loro studio. Sono passato perciò dai grandi anziani che possono avere anche una comorbidità importante, a problematiche più di origine posturale per una eccessiva permanenza davanti al computer o determinata dallo stress. In questo contesto si sviluppano quadri di cervicalgie, lombalgie e problematiche alle spalle, causate da errori di postura».

Attenzione ai fisioterapisti abusivi

Tempi veloci, patologie da stress piuttosto che comorbidità, ma per Mirko la grande metropoli significa anche più difficoltà ad emergere e una presenza di figure professionali non sempre certificate. «Dobbiamo stare attenti che i colleghi siano effettivamente tali – rimarca a più riprese Mirko – per cui non parlerei tanto di eccessiva concorrenza, ma di appropriatezza della figura che si ricerca e di abilitazione alla professione. Quindi occorre distinguere due piani di valutazione: la certificazione che impone una iscrizione all’albo dei fisioterapisti e un’appropriatezza di ruolo che necessita una distinzione tra fisioterapisti, osteopati, massoterapisti».

Sul portale di FNOFI l’elenco dei fisioterapisti certificati

Un nervo scoperto per gli oltre 65 mila fisioterapisti italiani che devono perciò difendersi dagli abusivi. Per questo un ruolo determinante spetta alla neonata Federazione degli Ordine dei Fisioterapisti Italiani, FNOFI. «Esiste un portale che permette di identificare se un professionista è regolarmente iscritto – dice Mirko -. Quindi per non incorrere in un abusivo, il mio consiglio è di consultare sempre l’elenco messo a disposizione dall’Ordine».

Una professione di “genere”

Sono 69848 i fisioterapisti iscritti di cui 28704 maschi (41,1%) e 41144 femmine (58,9%) con una media di 118 fisioterapisti ogni 100 mila abitanti. Si tratta di una professione “giovane” e lo dimostra il fatto che gli under 40 sono 29362 (pari al 42,03%) divisi equamente tra 14697 maschi (50,05%) e 14665 femmine (49,95%); mentre gli over 64 sono 20730 pari al 29,67% di cui 17749  uomini, ovvero l’85,6% dei pensionabili.

Il ruolo dell’Ordine

«L’Ordine deve rappresentare le nostre necessità ed esaltare la figura del fisioterapista che oggi è la quarta professione per numeri all’interno delle professioni sanitarie – fa notare Mirko – quindi avere una rappresentanza di un Ordine nei tavoli istituzionali può diventare un punto di svolta non solo nella valorizzazione del fisioterapista, ma anche nell’ottica di potenziamento del sistema salute».

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