Stop Ingiustizie Bancarie 31 Ottobre 2016 13:16

Veneto Banca, offrivano ai clienti prestiti “baciati”: sedici indagati tra funzionari e manager

Sono accusati di aver contribuito a svuotare le casse di Veneto Banca con operazioni senza garanzia. Sono sedici le persone indagate, tra alti funzionari e manager dell’istituto e di diverse società collegate, per ipotesi di reato che vanno dall’ostacolo alla vigilanza alle false comunicazioni sociali. Per loro la Procura di Roma ha disposto nuovi accertamenti. […]

Sono accusati di aver contribuito a svuotare le casse di Veneto Banca con operazioni senza garanzia. Sono sedici le persone indagate, tra alti funzionari e manager dell’istituto e di diverse società collegate, per ipotesi di reato che vanno dall’ostacolo alla vigilanza alle false comunicazioni sociali. Per loro la Procura di Roma ha disposto nuovi accertamenti. Si apre dunque un nuovo fronte giudiziario per comprendere meglio le responsabilità di chi ha dichiarato il falso a strutture di controllo, azionisti e risparmiatori, portandoli ad investimenti meno sicuri di quanto erano portati ad ipotizzare.

Nello specifico, secondo i magistrati le società erano disposte a compiere “operazioni baciate”, che funzionano così: il cliente chiede un prestito, questo viene concesso dalla banca con tassi più accattivanti (o viene concessa una cifra totale più alta) in cambio dell’acquisto di azioni dell’istituto stesso. In questo modo il soggetto che si rivolge alla banca diventa automaticamente azionista, e non più solo debitore. Si tratta di una pratica che, se da un lato permette grossi guadagni alla banca, dall’altro non è legale da un po’ di anni a questa parte.

L’inchiesta è partita in seguito alla denuncia da parte dei clienti che sono incappati in questa pratica e alla relazione degli ispettori della Banca d’Italia, secondo i quali si sarebbero verificate «carenze nelle procedure di concessione del credito, sovente caratterizzato da elevata rischiosità; frequente rilascio di linee di credito, anche corpose, talvolta in violazione della legge; emersione di conflitti di interessi in relazione all’avvenuta partecipazione al capitale sociale della banca da parte di taluni consiglieri; possibile sopravvalutazione del titolo azionario della banca, verosimilmente fissato su livelli più alti di quelli di mercato».

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