Stop Ingiustizie Bancarie 20 ottobre 2015

«No alle ingiustizie bancarie che rientrano dalla finestra»

Risoluzione in Commissione Bilancio per scongiurare un rientro surrettizio dell’anatocismo e degli altri abusi bancari aggirando la legge. Monta l’ondata di ricorsi dei cittadini. Emendamento del M5S

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Il mondo politico presta sempre più attenzione allo spinoso problema delle irregolarità bancarie. Resta materia da “super esperti” spulciare conti correnti, mutui, leasing e affidamenti, ma sta crescendo in maniera esponenziale, il desiderio dei cittadini – con tanti camici bianchi coinvolti sia per gli investimenti professionali che personali – di vederci chiaro e, laddove ce ne siano i presupposti, chiedere verifiche ed essere risarciti.


Di leggi ce ne sarebbero già a sufficienza per disciplinare la questione, ma – come capita spesso in Italia – la loro applicazione non è sempre così scontata o comunque soggetta ad una giurisprudenza non proprio univoca. Un caso lampante è quello dell’anatocismo, ovvero la capitalizzazione degli interessi su quelli passivi. Una pratica “fuorilegge” (legge n. 147 del 2013, inserita nella Finanziaria 2014) ma che banche ed istituti di credito continuano a perpetrare in casi sempre più numerosi, come attestano anche le segnalazioni agli organi di vigilanza e le azioni intraprese in sede legale.

I deputati Sandra Savino (Sel) e Giovanni Paglia (Forza Italia) hanno presentato una risoluzione alla commissione Bilancio, impegnando il Governo ad «assumere ogni utile iniziativa di competenza, affinché nell’attuale fase interlocutoria di consultazione, sia confermata un’interpretazione che impedisca qualunque forma di anatocismo su rapporti regolati in conto corrente, conto di pagamento e finanziamenti a valere su carte di credito». L’atto punta a fare ordine in un quadro normativo che ha subito diverse variazioni nel corso degli ultimi anni, a dare uniformità alle sentenze e a contenere i ricorsi. Si è infatti acceso un vivace dibattito su modalità e criteri introdotti dalla delibera 286 del Cicr (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio). Oggetto del contenzioso tra clienti e banche specialmente il periodo di riferimento per l’applicazione degli interessi su uno scoperto che dal primo gennaio del prossimo anno potrebbero essere applicati a 60 giorni e non più ad un anno. Secondo gli onorevoli Paglia e Savino questo potrebbe «rispristinare di fatto nel sistema giuridico l’anatocismo. Questa previsione – aggiungono – ponendosi in evidente contrasto con la volontà del legislatore deve, anche in rispetto al principio di gerarchia delle fonti del diritto, essere rigettata, consegnando così finalmente al nostro Paese una normativa chiara ed inequivoca in materia e che non possa esporsi al rischio di continui ricorsi all’autorità giudiziaria».

Ricorsi sostenuti intanto anche dalla Regione Lazio, che ha approvato all’unanimità la proposta di legge 64 concernente “Interventi regionali in favore dei soggetti interessati dal sovraindebitamento o dall’usura”. La Pisana metterà a disposizione un fondo da 4,8 milioni di euro per indennizzi e misure di sostegno per potersi tutelare in Tribunale  La proposta era stata presentata da Giuseppe Emanuele Cangemi (Ncd) ed è stata sottoscritta anche da Francesco Storace (La Destra) e da Olimpia Tarzia (Lista Storace). Attraverso un emendamento del M5S lo strumento è stato esteso anche all’usura bancaria, per permettere «anche ad  imprenditori e famiglie che vengono strozzate dagli alti tassi di interesse sui prestiti bancari e di intermediari finanziari di poter accedere alle misure per il sostegno alle vittime dell’usura».

Sempre più sostegni e appoggi istituzionali per inaugurare un nuovo corso per rapportarsi con banche ed istituti di credito. Con un pizzico in più di attenzione, tenendo sotto controllo (e ben conservata…) tutta la documentazione, è sufficiente chiedere una valutazione della propria posizione, magari optando per chi la fa gratuitamente senza rimetterci altri soldi. La perizia, che in gergo tecnico si chiama econometrica, potrebbe certificare che i tassi bancari applicati non corrispondono a quelli pattuiti o superano la soglia limite dell’usura. Proprio per questi motivi, secondo una recente indagine, tre mutui su quattro sono risultati irregolari. Cominciano ad arrivare, con sempre maggiore frequenza, sentenze di condanne delle banche, che preferiscono chiudere i contenziosi in sede stragiudiziale attraverso la mediazione. Gli istituti evitano così danni d’immagine che rovinerebbero la reputazione di colossi del credito, ma in compenso i rimborsi, a cifre notevoli, arrivano con grande velocità.

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