Salute 21 Giugno 2024 15:43

Sclerosi multipla, Emdr per trattare i disturbi depressivi dei pazienti

Un nuovo studio ha esplorato, per la prima volta, la fattibilità e l’efficacia dell’innovativo protocollo Emdr DeprEND per il trattamento della depressione nei pazienti con sclerosi multipla

di I.F.
Sclerosi multipla, Emdr per trattare i disturbi depressivi dei pazienti

L’Eye movement desensitization reprocessing (Emdr) per trattare i disturbi depressivi (DeprEND) nelle persone con sclerosi multipla. È questa la proposta avanzata in una recente pubblicazione a firma di Francesco Pagnini, professore ordinario di Psicologia, e Cesare Massimo Cavalera, del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. Un nuovo studio ha esplorato, per la prima volta, la fattibilità e l’efficacia di un uso innovativo del protocollo internazionale Emdr DeprEND per il trattamento della depressione nei pazienti con sclerosi multipla. Il progetto è stato finanziato dall’associazione Emdr Europe ed è realizzato in collaborazione con Luca Ostacoli, professore ordinario del Dipartimento di Scienze cliniche e biologiche dell’Università degli Studi di Torino, e con l’équipe della Fondazione Don Gnocchi di Milano guidata dal neurologo Marco Giuseppe Rovaris.

Lo studio

“Recenti studi – spiegano i ricercatori – hanno rilevato alti tassi di depressione tra le persone affette da sclerosi multipla, con importanti sintomi che compromettono significativamente il benessere generale. La letteratura esistente suggerisce una possibile interconnessione tra depressione e declino delle funzionalità fisiche in pazienti affetti da sclerosi multipla”. Nello studio sono state coinvolte 13 persone con sclerosi multipla e sintomi depressivi, sottoposte a valutazioni psicologiche e fisiche prima e dopo l’intervento e un successivo follow-up a tre mesi. Il protocollo ha mostrato un alto livello di adesione ed efficacia, con una riduzione significativa dei sintomi depressivi post-intervento, che rimangono tali anche al follow-up dopo tre mesi.

I dati sull’efficacia del protocollo Emdr DeprEND

“I dati suggeriscono – spiegano i ricercatori – che il trattamento Emdr DeprEND non solo allevia i sintomi depressivi, ma è stato dimostrato che può anche indurre cambiamenti funzionali nel cervello che contribuiscono al miglioramento del benessere emotivo. L’analisi qualitativa dei diari compilati dai pazienti ha rivelato che gli aspetti più apprezzati dell’intervento erano un ritrovato senso di pace e libertà, oltre a un aumentato livello di ‘agency’. Questi risultati suggeriscono che il protocollo Emdr DeprEND potrebbe essere un trattamento efficace ed economico per ridurre i sintomi depressivi nei pazienti affetti da Sm. Considerando la mancanza odierna di terapie standardizzate, l’integrazione di questo protocollo con la terapia farmacologica potrebbe migliorare il benessere mentale e psicofisico dei pazienti con sclerosi multipla”.

Le conclusioni dei ricercatori

“I risultati di questo progetto pilota sono molto incoraggianti in termini di riduzione dei sintomi depressivi sia dopo il trattamento che al follow-up di tre mesi – commenta Cesare Massimo Cavalera, del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. – Considerando questi esiti promettenti, diventa rilevante condurre una versione più estesa dello studio, per verificare se tali effetti rimangono consistenti anche in un randomized controlled trial. Se così fosse, si potrebbe ipotizzare l’adozione diffusa di questo trattamento per tutti i pazienti con sclerosi multipla e sintomi depressivi. La riduzione dei sintomi depressivi – conclude specialista – potrebbe portare a una diminuzione della necessità di altri interventi più costosi, migliorando la qualità della vita dei pazienti senza gravare eccessivamente sul sistema sanitario”.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

 

 

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Politica

Livelli essenziali di assistenza, i risultati del Nuovo sistema di garanzia 2022

Al top Emilia-Romagna, Veneto e Toscana. Flop invece per la Valle d’Aosta, la Calabria e la Sardegna
Salute

Gioco patologico, in uno studio la strategia di “autoesclusione fisica”

Il Dipartimento di Scienze cliniche e Medicina traslazionale dell'Università Tor Vergata ha presentato una misura preventiva mirata a proteggere i giocatori a rischio di sviluppare problemi leg...
Advocacy e Associazioni

“Una Vita Senza Inverno”: conoscere l’Anemia emolitica autoimmune da anticorpi freddi attraverso il vissuto dei pazienti  

Nato da una iniziativa di Sanofi in collaborazione FB&Associati, e con il contributo di Cittadinanzattiva e UNIAMO, oltre alle storie dei pazienti racconta anche quelle dei loro caregiver, mettendo in...
Salute

Cervello, le emozioni lo ‘accendono’ come il tatto o il movimento. Lo studio

Dagli scienziati dell'università Bicocca di Milano la prima dimostrazione della 'natura corporea' dei sentimenti, i ricercatori: "Le emozioni attivano regioni corticali che tipicamente rispondo...