Salute 23 Aprile 2021 10:11

Psicopandemia, le risposte della politica. Speranza: «Il ruolo dello psicologo è più attuale che mai»

Psicologi nelle scuole, nei servizi del SSN, accanto ai medici di famiglia ed ai pediatri di libera scelta: ecco i luoghi strategici dove garantire il sostegno psicologico. Al webinar del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi, azioni e proposte di rappresentanti della politica e della sanità

di Isabella Faggiano
Psicopandemia, le risposte della politica. Speranza: «Il ruolo dello psicologo è più attuale che mai»

«Prossimità: è questa la parola chiave per il rilancio del nuovo SSN. Una sanità in grado di essere vicina alle persone, offrendo risposte concrete. E dentro questo disegno il ruolo degli psicologi è, oggi, più attuale che mai». Per il Ministro della Salute, Roberto Speranza, lo psicologo sarà una delle professioni sanitarie fondamentali al rinnovamento del Sistema Sanitario italiano.

E in quali luoghi dovrà operare lo psicologo per garantire appieno il suo contributo? A rispondere a questa domanda sono stati rappresentanti della politica e della sanità che, insieme, hanno partecipato al webinar del Consiglio nazionale dell’ordine degli psicologi (Cnop), organizzato nell’ambito di una campagna di sensibilizzazione sul tema delle ricadute psicologiche da Covid-19, avviata già da tempo.
«Nelle scuole, nei reparti ospedalieri, nei servizi territoriali: sono questi i luoghi cardine dove è necessario garantire la presenza dello psicologo – spiega il presidente del Cnop David Lazzari -. Per ogni euro investito in psicologia – aggiunge – il SSN ne risparmierà due e mezzo per le cure dei cittadini».

Lo psicologo nelle scuole, il protocollo

Il Governo ha già cominciato a dirottare alcuni finanziamenti proprio in questa direzione. «Il Miur ha di recente firmato un protocollo d’intesa che garantirà la presenza dello psicologo nel 70% delle scuole italiane – dice il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi -. Il tema del disagio psicologico tra i giovani è all’attenzione del Governo: siamo consci che la pandemia ha creato problemi agli adolescenti, esasperando quelli preesistenti».

«Questo protocollo – continua il Ministro – non deve essere di aiuto solo ai singoli ragazzi, ma anche all’istituzione scuola nel suo complesso, affinché possa essere un luogo di attenzione e di accompagnamento in quella fase della vita che conduce un bambino dall’infanzia all’adolescenza, un momento delicato in cui scopre se stesso, gli altri, gli affetti e, a volte, anche gli abbandoni. Questo protocollo dovrà garantire supporto pure agli educatori che, per primi, rischiano il burnout: chi vive in questa condizione di “autocombustione” non ha più spazio di ascolto per nessuno, nemmeno per chi ha bisogno di aiuto».

Più psicologi nel servizio pubblico

Sulla necessità di garantire la figura dello psicologo all’interno dei servizi del SSN è intervenuta Paola Boldrini, Vice presidente della Commissione Sanità del Senato. «Malati oncologici e cronici devono poter contare sul supporto di uno psicologo – dice Boldrini -. Il nostro SSN conta solo 5 mila psicologi. Ora, nella gestione dell’emergenza da Covid-19 abbiamo l’opportunità di offrire cambiamenti che potranno e dovranno rimanere in essere anche quando la pandemia sarà finita».

«Azioni concrete deriveranno dall’approvazione del decreto Sostegni, nel quale sono stati presentati due emendamenti che riguardano il sostegno psicologico. Il primo prevede un fondo di 25 milioni da mettere a disposizioni delle famiglie in difficoltà economiche, con figli che vivono un disagio psicologico. Un secondo emendamento sostiene il protocollo per gli psicologi nella scuola con un fondo di 50 milioni di euro. Ancora – continua la Vice presidente della Commissione Sanità del Senato – sarà necessario garantire la diffusione dello psicologo delle cure primarie che lavori accanto ai medici di famiglia ed ai pediatri di libera scelta».

Lo psicologo come guida al benessere

La promozione dello psicologo delle cure primarie appare una necessità ancora più urgente in questo particolare momento in cui le richieste di aiuto psicologico sono aumentate, in modo trasversale, in tutta la popolazione italiana. «All’inizio della pandemia – racconta Elena Bonetti, Ministro per la Famiglia e Pari Opportunità – sono stati i più piccoli a manifestare i maggiori disagi, cosicché abbiamo cercato di promuovere quanto più possibile le attività all’aperto. Gli adolescenti parevano aver reagito con più equilibrio. E, invece, poco dopo, è esploso anche il loro disagio. È per questo che, attraverso l’Osservatorio nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, abbiamo manifestato la necessità di integrare i percorsi educativi e di formazione con il supporto psicologico, affinché bambini e ragazzi possano apprendere anche a percepire il proprio benessere ed a prendere coscienza del proprio stato di salute».

Aiutare gli adulti a sostenere i propri figli

La Commissione Sanità del Senato è attualmente impegnata proprio su un’indagine conoscitiva dello stato psicofisico degli studenti, in particolar modo sugli effetti della DAD (didattica a distanza).  «Le scuole chiuse non hanno creato disagio solo agli studenti, ma anche alle loro famiglie – sottolinea Annamaria Parente, Presidente della Commissione Sanità in Senato -. Per questo, è necessario che il sostegno psicologico sia esteso anche ai genitori: dobbiamo aiutare gli adulti affinché siano in grado di sostenere i propri figli».

Autolesionismo e tentativi di suicidio in aumento tra i giovani

Una situazione di disagio diffusa che ha saturato anche i reparti ospedalieri: «Solo per fare un esempio – dice Alberto Villani, Presidente Società Italiana di Pediatria (Sip) – la metà dei posti letto del reparto di pediatria dell’ospedale Bambino Gesù di Roma sono attualmente occupati da giovani con disturbi del comportamento alimentare. Sono aumentati gli stati d’ansia, gli atti di autolesionismo, i tentativi di suicidio. Ma nonostante tutto, sono convinto che questo periodo di pandemia possa davvero trasformarsi in un’occasione di cambiamento: se qualcuno mi chiede “quando torneremo a stare come prima”, io rispondo “spero mai”. Quando l’emergenza sarà finita dovremo stare meglio del periodo di pre-pandemia ed anche la sanità pubblica dovrà essere migliore».

Combattere la pandemia e costruire il futuro: il doppio binario della sanità

Stando alle cifre di cui il SSN dovrebbe poter usufruire, la prospettiva del presidente Villani non appare per niente utopica. «C’è la possibilità di avere a disposizione risorse che per la sanità italiana sono senza precedenti: 19,7 miliardi è una cifra importante (quella prevista dal Recovery plan per la sanità) che ci consentirà di programmare al meglio la sanità del futuro. Siamo in un momento cruciale per il nostro SSN – spiega Roberto Speranza -. Mentre combattiamo la nostra battaglia contro il Covid-19, avendo a disposizione un’arma fondamentale come quella dei vaccini, stiamo anche progettando il futuro della nostra sanità. E in questo – conclude il Ministro Speranza – il confronto con il Consiglio nazionale dell’ordine degli Psicologi appare fondamentale».

 

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