Formazione 14 Maggio 2018

FADOI, al 23° Congresso Nazionale presentato “Hospitalist” la nuova figura del medico internista

Un professionista con competenze cliniche e relazionali necessarie per seguire pazienti affetti da più patologie. Nell’ottica di un Paese sempre più colpito dalla cronicità, nascono nuove professionalità pronte a sopperire ai bisogni assistenziali: tutto questo al Congresso della Federazione Nazionale dei Dirigenti Ospedalieri Internisti

Immagine articolo

Le condizioni di salute degli italiani, sempre più anziani e malati cronici. La nuova figura dell’Hospitalist, medico internista con competenze cliniche e relazionali necessarie per seguire pazienti affetti da più patologie. E la terza campagna per la sicurezza dei pazienti promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità. Sono solo alcuni dei temi al centro del 23° Congresso di Fadoi – Federazione nazionale dirigenti ospedalieri internisti -, in programma dal 12 al 15 maggio a Bologna, presso il Palazzo della Cultura e dei Congressi.

LEGGI ANCHE: “CLINICAL COMPETENCE”, IL PROGETTO FADOI PER LA FORMAZIONE DEL FUTURO: SI BASERÀ SU CASI CLINICI REALI

Tanti gli esperti e gli ospiti illustri a intervenire: il Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e del Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi.

«In Italia il 30% della popolazione è affetto da patologie croniche ed è in trattamento con multiterapia. Pazienti over 65 le cui cure impattano sul 70% delle risorse disponibili del Sistema sanitario nazionale» ha spiegato Mario Melazzini, Direttore generale dell’Aifa (Agenzia italiana del Farmaco), intervenendo all’inaugurazione del congresso. «La sfida importante è raggiungere un’adeguata e appropriata terapia per garantire la sostenibilità del sistema».

Ampio spazio sarà dedicato al ruolo che Fadoi sta assumendo nei confronti del Sistema Sanitario Nazionale e al contributo delle società scientifiche nella produzione di informazioni utili al Ssn e all’Aifa. Quindi focus su: malattie rare, rene, gravidanza e infezioni gravi in Medicina interna. «Siamo il secondo Paese più vecchio al mondo – ha affermato Andrea Fontanella, Presidente Nazionale Fadoi – e il terzo per aspettativa di vita. I nuovi farmaci, le nuove tecnologie, la diagnostica rapida ed efficace, hanno permesso di contrastare in modo significativo le malattie acute: si muore molto meno per infarto e ictus, persino il cancro è stato ‘cronicizzato’».

«Eppure il 70,7% degli over 65 – ha spiegato – ha almeno due patologie concomitanti e assume dai 5 ai 10 farmaci al giorno». Questi pazienti, però, vengono gestiti in modo frammentario e non hanno un medico di riferimento. Da qui la figura dell’Hospitalist, per garantire la migliore assistenza ai pazienti cronici complessi.

Articoli correlati
Contagi tra medici, Fadoi: «Subito i test e studio su personale». Aderiscono all’appello associazioni e società scientifiche
«Il bollettino quotidiano degli operatori sanitari contagiati dal virus SARS -Cov-2 cresce ogni giorno – si legge nel comunicato della Fadoi, Federazione dei medici internisti – . Solo ieri l’Istituto superiore di sanità ha registrato oltre 6.400 casi e la Fnomceo segnalava tra il personale medico ben 41 decessi». «E negli ultimi giorni – continua […]
Coronavirus, Walter Ricciardi coordinerà relazioni con organismi internazionali. Speranza: «No a scelte unilaterali»
«La nostra risposta è rapida ed efficace ed il SSN all'altezza della situazione. Paese sia unito» ha detto il ministro della Salute
Caos Cogeaps, Lorenzin: «Presenterò interrogazione parlamentare». E sulla riforma Ecm: «Partecipino anche i provider»
L'ex ministro della Salute si dice preoccupata per la paralisi che ha colpito il Consorzio e ritiene che anche il Parlamento debba essere informato sulla riforma dell’Educazione continua in medicina
Equivalenza terapeutica dei farmaci anti-HCV, Galli: «Si potevano percorrere altre strade per abbattere i costi»
Presentato al Senato il documento di farmacologia che arriva dopo le decisioni dell’Aifa. Gli esperti d’accordo: «Occorre più confronto»
di Tommaso Caldarelli
Cirrosi ed encefalopatia epatica, in Italia colpite 200mila persone. Al via il progetto educativo della Fadoi
Corsi dedicati a medici e infermieri per trattare tempestivamente la malattia e per mettere in atto strategie che possano migliorare l’aderenza alla terapia e la qualità di vita dei Pazienti. Tra gli obiettivi anche la realizzazione di un Vademecum da consegnare al paziente con le indicazioni sul corretto stile di vita e la gestione della cura
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 31 marzo, sono 786.291 i casi di Coronavirus in tutto il mondo, 37.820 i decessi e 166.088 le persone che sono guarite. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I CASI IN ITALIA   Bollettino...
Salute

Visite domiciliari, cure precoci e controllo da remoto: con il ‘modello Piacenza’ il coronavirus si sconfigge casa per casa

L’oncologo Luigi Cavanna, dell’ospedale di Piacenza, racconta: «Se i sintomi sono quelli del Covid, facciamo un’ecografia e diamo gli antivirali e strumenti di controllo. Poi monitoriamo a dist...
Lavoro

Coronavirus, lo psicologo: «Personale sanitario svilupperà disturbi post traumatici. Attivare subito supporto psicologico»

«Non sentono ancora ciò che stanno provando, lo capiranno più avanti. Parte del personale sanitario ne uscirà ancora più fortificato, ma quelli che non sono in grado di sopportare un carico emoti...