OMCeO, Enti e Territori 19 Febbraio 2019

Salute, De Poli (Udc): «Serve Piano Marshall per ‘nuova primavera’ sanità italiana»

«Il Servizio Sanitario nazionale ha da poco compiuto i 40 anni. Nonostante i limiti presenti e passati, rimane uno tra i migliori al mondo. C’è un ‘ma’. Oggi dobbiamo chiederci cosa fare per mantenere questo modello sostenibile, considerando la stagione dei tagli in sanità, gli aumenti dei costi dovuti all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della […]

«Il Servizio Sanitario nazionale ha da poco compiuto i 40 anni. Nonostante i limiti presenti e passati, rimane uno tra i migliori al mondo. C’è un ‘ma’. Oggi dobbiamo chiederci cosa fare per mantenere questo modello sostenibile, considerando la stagione dei tagli in sanità, gli aumenti dei costi dovuti all’invecchiamento della popolazione e all’aumento della cronicità. Serve un Piano Marshall per governare il cambiamento verso una nuova primavera della sanità italiana, partendo dall’integrazione tra assistenza ospedaliera e assistenza territoriale e da una proposta concreta come l’istituzione di un Fondo nazionale per le malattie croniche, come già accade in altri Paesi europei». Lo ha detto il senatore Udc Antonio De Poli intervenendo nel pomeriggio al convegno “Il Governo dell’assistenza sanitaria: il paziente al centro” presso la Biblioteca del Senato, in collaborazione con Motore sanità.

«Bisogna sostenere la prevenzione, la formazione per contrastare la carenza dei medici e l’integrazione sociosanitaria per costruire una sanità che sia sempre più inclusiva e prenda il carico il paziente a 360 gradi. Per farlo bisogna invertire la tendenza demografica, sostenendo la natalità e le politiche sulla maternità. Quello che sta accadendo, negli ultimi decenni, ci sta portando verso un cortocircuito demografico. – ha evidenziato De Poli -: oggi metà della spesa sanitaria nazionale viene assorbita dal 5% della popolazione anziana. Preoccupa lo squilibrio tra la popolazione over 65 (che è arrivata al 35%, una delle più alte in Europa), e la popolazione in età attiva che diminuisce perché si riducono le nascite (-15.000 bambini nati un anno). Se non sosteniamo le nascite, chi sosterrà il SSN del domani?», si chiede con tono retorico il senatore Udc.

 

 

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