OMCeO, Enti e Territori 3 Luglio 2018

Infertilità maschile: due studi di IVI, se ne discute nel corso del Congresso ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embriology)

“L’infertilità maschile, che rappresenta il 40% delle cause di infertilità, ha avuto scarsa considerazione fino a poco tempo fa, sotto l’errata convinzione che la sterilità femminile fosse predominante. Già da molti anni IVI presta particolare attenzione all’infertilità maschile”. Lo dichiara la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma. Di questo argomento se ne […]

“L’infertilità maschile, che rappresenta il 40% delle cause di infertilità, ha avuto scarsa considerazione fino a poco tempo fa, sotto l’errata convinzione che la sterilità femminile fosse predominante. Già da molti anni IVI presta particolare attenzione all’infertilità maschile”. Lo dichiara la Dottoressa Daniela Galliano, Direttrice del Centro IVI di Roma.

Di questo argomento se ne discute a Barcellona, nel corso del Congresso ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embriology), durante il quale IVI presenta vari studi sul tema.

La azoospermia consiste nell’assenza di spermatozoi nel seme eiaculato; la azoospermia ostruttiva è meno grave, percè consiste in un difetto nei tubuli seminiferi o canale deferente che impedisce la fuoriuscita di spermatozoi durante l’eiaculazione, se c’è produzione di liquido seminale nel testicolo.

La diagnosi di azoospermia (assenza di spermatozoi nei campioni di liquido seminale) ha bisogno di una biopsia ai testicoli che consenta di verificare se il testicolo produca spermatozoi. Sarebbe un grande passo avanti scoprire un metodo alternativo e non invasivo, come un algoritmo, che consenta di verificare la presenza di spermatozoi nel testicolo evitando tale intervento. La Dottoressa di IVI Barcellona, Marga Esbert, ha basato il proprio studio nel determinare la capacità predittiva di determinati fattori, per indicare se siano o meno presenti spermatozoi nel testicolo.

Nello studio sono stati raccolti i dati di tutti i pazienti azoospermici di IVI Barcellona sottoposti a biopsie testicolari nel periodo compreso tra il 2004 ed il 2017. Su un campione totale di 96 uomini sono stati analizzati distinti parametri come età, durata della sterilità, livello di Ormone follicolo-stimolante (FSH), indice di massa corporea, dimensione dei testicoli e tipo di patologia, associati con il risultato della biopsia.

“Nei pazienti che presentano azoospermia ostruttiva – commenta la Dottoressa Esbert – siamo in grado di recuperare spermatozoi fino al 100% dei casi; tuttavia, nei maschi con azoospermia secretiva la percentuale scende al 29%: se facessimo una diagnosi attraverso un metodo non invasivo sarebbero proprio loro a beneficiarne maggiormente.

La azoospermia secretiva è la più grave poiché implica un difetto nella spermatogenesi (processo di formazione delle cellule sessuali maschili) che determina che gli spermatozoi non vengano generati.

Si stanno cercando tipologie differenti di marcatori, ma al momento non esiste consenso a livello scientifico. Da parte nostra, lo studio ha dimostrato che in funzione del volume testicolare possiamo valutare in maniera abbastanza attendibile la presenza di spermatozoi nel testicolo. Stiamo lavorando per ottenere altri tipi di marcatori, e la prossima fase della nostra ricerca sarà rivolta a localizzare proteine e Micro-RNA dai campioni di pazienti azoospermici per consentire di prevedere se il testicolo sia funzionale”.

Il MACS è una tecnica che consente di selezionare gli spermatozoi con le migliori caratteristiche perché vengano utilizzati nei trattamenti di riproduzione assistita.

Nell’altro studio presentato, Rocío Rivera, medico di IVI Valencia, si è soffermata sulle differenze nel profilo proteico dei campioni di diversi pazienti, facendo una comparazione tra quelli che, grazie alla fecondazione mediante ICSI, hanno generato una gravidanza e quelli che non ci sono riusciti, in modo che, dopo aver analizzato le proteine che compongono il liquido seminale, si possa identificare quali siano legate al successo o al fallimento riproduttivo. Per standardizzare al massimo il fattore femminile, e per far sì che l’esito della gravidanza dipenda, in misura maggiore, dal fattore maschile, per tutti i pazienti è stato deciso di utilizzare trattamenti con donazione di ovociti.

La Dottoressa Rivera afferma che “con questo studio abbiamo conosciuto e descritto il profilo proteico dei campioni, sia quelli che hanno generato una gravidanza sia quelli che non l’hanno fatto. Abbiamo comprovato che esistono differenze come per le proteine, e che queste possono servire come marcatori che ci consentono di separare gli spermatozoi in grado di dare vita ad una gravidanza da quelli che non sono in grado di farlo. Andando oltre, mediante la tecnica MACS, si può ipotizzare di arricchire un campione con spermatozoi che contengano le migliori proteine per essere utilizzate in un trattamento di riproduzione. In ogni caso, tutto questo non è che una ipotesi per continuare a fare ricerca nel futuro”.

Articoli correlati
“Donne, patologie, depressione: l’importanza del lavoro in rete”. Parte il progetto Onda in Lombardia
«Numerose evidenze scientifiche documentano come la depressione aumenti il rischio di malattie cardiovascolari, metaboliche, oncologiche, pneumologiche e neurologiche da un lato e, dall’altro, come chi soffre di queste patologie sia maggiormente esposto al rischio di depressione che ne peggiora gli esiti» spiega Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. […]
Depressione post partum: ne soffrono anche i papà
Lai (psicologo clinico): «Oggi gli uomini si occupano sia dell’accudimento pratico, che di quello emotivo dei propri figli. Tanto da avere un ruolo intercambiabile con le donne, nel bene e nel male»
di Isabella Faggiano
Migranti e salute: prevenzione, cura e false notizie. L’evento all’Ordine dei Medici di Palermo
Secondo i dati del Forum Sociale delle Migrazioni 2018, svoltosi in Mexico, una persona su sette sul pianeta è migrante, avendo sperimentato una qualche forma di mobilità umana. Nel passato le migrazioni erano favorite, in Italia dal sud verso le industrie del Nord, e similmente in altre parti del mondo che soffrono denatalità e scarsa […]
Contraccezione, Onda: «Italia al 26esimo posto in Europa per accesso agli anticoncezionali, il counseling e l’informazione online»
«La salute sessuale e riproduttiva rappresenta un diritto umano fondamentale che deve essere preservato e tutelato. Di fatto, però, in Italia manca ancora oggi un programma organico e strutturato di educazione all’affettività e alla sessualità» sostiene Francesca Merzagora, Presidente Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Questa lacuna spiega in parte perché […]
Labbro leporino, la missione umanitaria in Senegal diventa un docu-film. Il chirurgo Maestrini: «Così regaliamo un sorriso ai più piccoli»
Il giovane medico è il protagonista della pellicola “Sulla strada giusta - rinascere medico in Senegal”, dedicata alla missione chirurgica della Onlus Emergenza Sorrisi e prodotta in collaborazione con il provider ECM 2506 Sanità in-Formazione ed il sostegno di Consulcesi Onlus. Il 7 marzo a Roma la presentazione
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone