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Prevenzione 8 novembre 2017

Fibrosi polmonare idiopatica, gli esami per confermare la diagnosi

La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una malattia progressiva e potenzialmente mortale, dovuta alla formazione di tessuto cicatriziale nel polmone. Per escludere altre malattie con sintomi clinici simili, è indispensabile effettuare alcune indagini strumentali, in particolare la radiografia del torace e la TAC ad alta risoluzione, che permettono di evidenziare e quantificare le zone di […]

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La fibrosi polmonare idiopatica (IPF) è una malattia progressiva e potenzialmente mortale, dovuta alla formazione di tessuto cicatriziale nel polmone. Per escludere altre malattie con sintomi clinici simili, è indispensabile effettuare alcune indagini strumentali, in particolare la radiografia del torace e la TAC ad alta risoluzione, che permettono di evidenziare e quantificare le zone di tessuto polmonare fibrotico.

Per comprendere ancora meglio lo stato dei polmoni può essere effettuata una endoscopia polmonare con broncoscopia, che prevede l’inserimento di una sonda nelle vie aeree (attraverso il naso o la bocca) sotto sedazione. Qualora, dopo questa serie di indagini, rimanessero dubbi diagnostici, può essere richiesta una biopsia polmonare, che consiste nel prelievo di una piccola quota di tessuto polmonare con ago cavo, in toracoscopia video-assistita (una procedura chirurgica poco invasiva, effettuata in anestesia generale). Il tessuto così ottenuto viene analizzato in laboratorio per valutarne le caratteristiche ai fini della diagnosi differenziale.

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