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Nutrizione 11 ottobre 2017

Fico d’India? Un toccasana. Ecco perchè…

Pianta grassa anticamente originata in Messico, il fico d’India ha un notevole valore nutrizionale per i suo contenuto in minerali, calcio, fosforo e vitamina C. Come evidenziato dalla Società Italiana di Medicina e Prevenzione e degli Stili di Vita (SIMPeSV), la tradizione popolare ha da sempre attribuito al fico d’India proprietà terapeutiche come antiossidante, antinfiammatorio, […]

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Pianta grassa anticamente originata in Messico, il fico d’India ha un notevole valore nutrizionale per i suo contenuto in minerali, calcio, fosforo e vitamina C. Come evidenziato dalla Società Italiana di Medicina e Prevenzione e degli Stili di Vita (SIMPeSV), la tradizione popolare ha da sempre attribuito al fico d’India proprietà terapeutiche come antiossidante, antinfiammatorio, disinfettante, cicatrizzante e astringente.

In tempi più recenti studi scientifici hanno confermato l’efficacia della pianta in alcuni ambiti clinici. In particolare, si è rivelato utile nel trattamento delle malattie croniche per il suo contenuto in antiossidanti. Nella sindrome metabolica si è osservato un effetto benefico dovuto al contenuto in opuntia-mannano, una frazione polisaccaridica in grado di legare i grassi e gli zuccheri ingeriti non assorbibili.

A livello dell’apparato gastroenterico il fico d’India ha dimostrato di esercitare un’azione protettiva nei confronti dello stomaco accelerando la rigenerazione della sua mucosa, del fegato per il contenuto in antiossidanti e flavonoidi e dell’intestino come antidiarroico e spasmolitico. Per il suo contenuto in ferro, fosforo e calcio è utile come coadiuvante nella terapia dell’osteoporosi.

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