Lavoro 24 marzo 2015

Medici in trincea contro la “malpractice” dei turni massacranti 

In attesa della nomina ufficiale di Roberta Chersevani alla guida della FNOMCeO, il tema viene affrontato daI presidente dell’OMCeO di Roma, Roberto Lala

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Il problema dei turni massacranti continua a preoccupare i medici. E sarà di certo tra i primi temi in agenda per il nuovo direttivo FNOMCeO. È attesa venerdì la nomina ufficiale di Roberta Chersevani, che con la sua lista ha fatto il pieno alle recenti elezioni, e si avvia a diventare la prima donna alla guida della Federazione dei Medici e degli Odontoiatri.


In attesa che il Comitato Centrale – per la prima volta a guida femminile –  diventi operativo, la questione viene affrontata con decisione dal presidente dell’OMCeO Roma, Roberto Lala. A suo avviso la situazione determinatasi è ormai diventato un caso di “malpractice” ai danni degli operatori sanitari.
Un’espressione forte, che se da un lato lascia trasparire amarezza, dall’altra sollecita i colleghi a mettere in campo tutte le azioni possibili per far valere i loro diritti. Solo per i medici – tra tutti i lavoratori – non viene, infatti, applicata la direttiva europea 2003/88, che impone un orario settimanale massimo di 48 ore (compreso lo straordinario) e un periodo di riposo giornaliero di 11 ore. Le loro maratone in corsia sono, invece, infinite. E c’è il rischio che continuino ad esserlo nonostante lo Stato italiano sia corso ai ripari con la legge 161 del 30 ottobre scorso, che troverà applicazione ad ogni modo soltanto il prossimo anno.

Già le aziende si sono poste al fianco degli operatori sanitari, che hanno la possibilità – attraverso i ricorsi –  di ottenere rimborsi fino ad 80mila euro per le ore lavorate in più. “I turni massacranti – dichiara il presidente Lala – sono una tegola sulla testa dello Stato, che si dovrebbe far carico dei problemi di tutti i cittadini, e dunque anche dei medici”. Lala è intervenuto sul tema degli orari eccessivi di lavoro nella sede italiana di Consulcesi Group in occasione dell’annuncio della maxi-consegna di 60 milioni in favore degli ex specializzandi, molti dei quali verranno rimborsati – insieme ad altri 10 milioni –  domani mattina proprio all’OMCeO di Roma, e quindi nella “casa” dei medici. Una buona notizia per una categoria che sta vivendo una delle più difficili crisi professionali tra tagli, intralci burocratici e l’incubo delle denunce dei pazienti.

Una situazione che non può essere certo fronteggiata continuando ad andare oltre ogni limite, a cominciare da quelli previsti dalla legge. “A mio avviso diventa malpractice – prosegue Lala – sottoporre un medico, che svolge un lavoro psicofisico, a turni massacranti che possono abbassare le sue capacità intuitive e di stimolo nei confronti del paziente. Capacità che, ad oggi, non sono ancora state sostituite da nessun computer”. Il presidente dell’OMCeO di Roma conclude affermando: “se ci fosse una normativa di fondo le aziende sarebbero tenute a rispettarla, e ci troveremmo a lavorare non più in una situazione di disagio ma in condizioni di lavoro normali: in un giusto rapporto tra medico e paziente. Oggi invece il paziente che arriva in Pronto Soccorso è già maldisposto nei confronti di un sistema che non lo accoglie come lui vorrebbe”.

Per ulteriori informazioni è disponibile il sito www.consulcesi.it e il numero verde 800.191.091

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