Lavoro 5 Febbraio 2019

Contenziosi, Roberto Zazza (UIF): «Medici e avvocati troppo spesso ‘vittima’ di cittadini delusi dall’insuccesso. È un problema culturale…»

Parla il Direttore Nazionale Centro Studi UIF: «Troppi contenziosi alimentati strumentalmente. Anche noi avvocati denunciati da clienti che non accettano di perdere…»

«Non metabolizziamo più il dolore, la morte, non metabolizziamo più la sconfitta, perché questa è una società molto competitiva, quindi perdere una causa equivale a perdere la faccia». Una considerazione amara quella dell’Avvocato Roberto Zazza, Direttore Nazionale Centro Studi UIF, che ha riflessi sul piano culturale e sociologico e che ha origine sul travisato principio del “diritto alla felicità” di settecentesca memoria… Abbiamo intervistato il noto Avvocato in occasione del convegno ‘Avvocati e medici. I profili delle responsabilità e le strategie difensive’ organizzato presso la Corte d’Appello di Roma con OMCeO Roma e la partnership media di Sanità Informazione.

Avvocato Zazza, è al centro dell’attenzione il tema della responsabilità medica e del rapporto tra medici, avvocati e cittadini. Lei rileva in certe degenerazioni un profilo soprattutto culturale, quello delle aspettative che le persone nutrono nella medicina. Aspettative che però a volte generano qualche equivoco.

«Sì, io di professione faccio l’avvocato e non mi impanco a psicologo delle masse, però 50 anni di professione mi hanno insegnato molto. Si tratta di una battaglia culturale: in Italia si è alterato il rapporto tra cittadino e Stato. Il cittadino, in sostanza, ha perso la sovranità, ha perso il controllo della “macchina”, e quindi vede lo Stato se non come un amico, senz’altro come un ente erogatore di servizi utili, ai quali lui ha diritto. È il “diritto alla felicità”, un principio balzano e molto puritano previsto prima nella Carta dei Diritti dell’Uomo del 1776, ai tempi dell’origine della rivoluzione americana, e poi ripreso nella costituzione francese. Da un punto di vista culturale, o si fa una campagna in cui queste cose vengono dette, e medici e avvocati vengono formati a dirlo, o non ne esce. Si possono ottenere dei buoni risultati solo spingendo sulla funzionalità della macchina, anche se poi la stessa non assicura la guarigione. Non metabolizziamo più il dolore, la morte, non metabolizziamo più la sconfitta, perché questa è una società molto competitiva. Quindi anche perdere una causa divine inaccettabile, equivale a perdere la faccia».

Ovviamente, l’errore medico va perseguito ed è diritto legittimo del cittadino avere il giusto risarcimento. Ma da questo ad arrivare ad iniziative un po’ strumentali che spingono a livello comunicativo le persone ad agire per avere un rimborso, si corre il rischio di alimentare un mercato che non è esattamente quello del diritto.

«Questa è la prova provata che la tesi che sostenevo prima è giusta, perché se non ci fossero coloro che non metabolizzano questo tipo di situazione, non saremmo qui a parlarne. Personalmente, sono stato testimone di quanto accaduto ad un collega, tratto in giudizio per qualche centinaio di migliaia di euro per una responsabilità professionale estremamente evanescente in cui però esisteva un buco probatorio in quanto la documentazione non era completa. È finita che il collega, che pure aveva ragione, ha accettato di pagare 20mila euro in comode rate pur di togliersi dagli impacci, perché un professionista non può portarsi dietro questo tipo di situazioni per anni e farsi rovinare la carriera. Questo è un esempio di fatto disciplinare contro cui dovremmo batterci tutti, medici e avvocati, perché viola i doveri di correttezza».

Articoli correlati
Decreti attuativi Legge Gelli, ecco i temi. Rischio rivalse delle assicurazioni per chi non è in regola con ECM
Dai requisiti delle polizze assicurative alle regole per le strutture che si auto-assicurano, i contenuti principali dei quattro decreti attuativi della Legge sulla responsabilità professionale di medici e professionisti sanitari. Nodo ECM: le assicurazioni potranno rivalersi sui medici non in regola con l’obbligo formativo, ma da più parti si chiede inversione del sistema e introduzione di meccanismi premiali      
Responsabilità professionale, Gelli: «Entro l’autunno avremo i decreti attuativi legge 24»
Il testo dei quattro decreti è stato elaborato dal MISE e ha ricevuto il parere positivo da parte del MEF e del ministero della Salute. Il padre della legge Gelli: «Ora manca concertazione. Accolto il 90% delle nostre proposte»
Ex specializzandi, OMCeO Roma plaude a nuovi rimborsi. Magi: «Diritti riconosciuti sono buona notizia. Ora serve alleanza medici-pazienti»
Il Presidente dell’Ordine dei medici più grande d’Europa ha partecipato alla cerimonia di consegna dei risarcimenti ai camici bianchi ex specializzandi tutelati da Consulcesi. «Oggi è una bella giornata. I singoli cittadini da soli sono sempre la parte più debole, per questo difenderli è importante. Ora bisogna fare in modo che cittadini e medici ritornino ad avere quel rapporto che avevano una volta»
Marco Camisani Calzolari spiega la blockchain in Sanità: «Renderà tutto molto più trasparente»
A Milano il convegno “Responsabilità professionale e arbitrato della salute” è stata l'occasione per presentare tutte le potenzialità in campo sanitario della nuova tecnologia
38° Congresso Acoi, Marini: «Chirurgia sta morendo, serve riforma della formazione»
A Matera il congresso dell’Associazione chirurghi medico ospedalieri. Il ministro Grillo: «Bisogna cambiare la formazione post laurea dei medici che aiuti ad avere un sistema più fluido, come nel resto d'Europa». Presentato il libro "Scienza, Carità, Arte negli antichi Ospedali d'Italia”
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Il medico di famiglia che paga di tasca propria lo psicologo per i suoi pazienti: la storia di Antonio Antonaci

A Galatina i “precursori” del decreto Calabria. La psicologa: «La compresenza di queste due figure professionali all’interno dello studio di medicina generale limita l’assunzione di farmaci e...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Riposo dopo la reperibilità, Spedicato (Fems): «In altri Paesi europei sempre garantito recupero di 24-48 ore»

La delegata della Federazione europea dei medici salariati illustra il funzionamento dell’istituto della reperibilità nel resto d’Europa: in Slovenia c’è una soglia limite oltre la quale diven...
di Giovanni Cedrone e Giulia Cavalcanti
Lavoro

Pronta reperibilità, ecco perché il nuovo contratto dei medici potrebbe violare la direttiva europea sulle 11 ore di riposo

L’ipotesi di CCNL dei medici, all’articolo 27, sembra derogare dalla direttiva Ue 88 del 2003 che sancisce le 11 ore di riposo consecutive. Sindacati sul piede di guerra. I casi di Francia, Spagna...
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone