Gli Esperti Rispondono 19 Ottobre 2015

Il mondo delle assicurazioni

Se l’assicuratore chiede notizie di altre polizze del cliente… 

di Assicurazione

Sono un ortopedico che opera presso una struttura sanitaria pubblica. Qualche tempo fa ho avuto notizie della richiesta di risarcimento pervenuta alla mia azienda relativamente ad un intervento chirurgico all’anca nel quale io ero secondo operatore. La mia azienda mi informa ora che la compagnia di assicurazione pretende la esibizione della mia polizza personale. Io sto facendo un po’ di resistenza in quanto ritengo che per contratto io debba essere assicurato tramite la polizza dell’ospedale e che quindi la mia polizza personale non debba essere messa in gioco nella vicenda. Cosa ne pensa? E’ legittima la richiesta della Compagnia?

La richiesta della compagnia è pienamente legittima. La polizza di responsabilità civile della sua azienda certamente prevede che i medici dipendenti (come lo è Lei) rivestano la posizione di “Assicurati” al pari dell’Ente Contraente. Orbene il codice civile prevede all’articolo 1910 che l’Assicurato deve dare informazione all’Assicuratore di eventuali altre polizze che coprono lo stesso rischio. Poiché è indubbio che lei sia un Assicurato e che le due polizze (quella della sua azienda e quella sua personale) si riferiscano allo stesso rischio, quella della responsabilità professionale sanitaria, ne deriva la legittimità della richiesta della compagnia di Assicurazione. Aggiungo che, a prescindere dall’obbligo, è comunque utile ed opportuno che Lei denunci alla sua compagnia il sinistro. Infatti, come noto, la clausola “claims made”, è molto insidiosa; una denuncia tardiva può risultare non efficace. In ogni caso è sempre preferibile denunciare autonomamente un danno quanto al fine di poter gestire e monitorare direttamente il sinistro.

Ennio Profeta – consulente SanitAssicura 

Articoli correlati
Emergenza Covid-19, allo studio l’estensione della tutela Inail ai medici liberi professionisti
Creato un gruppo di lavoro tra Enpam, Fnomceo, Fimmg e Inail con l’obiettivo di individuare soluzioni per la copertura assicurativa dell’Istituto per malattie professionali e infortuni sul lavoro
Legge Gelli: a che punto siamo? Siciliano (Tribunale Milano): «Medici da tutelare»
Troppe denunce nei confronti dei camici bianchi. Per il procuratore Tiziana Siciliano occorre incidere sulle cause ingiustificate e pretestuose finalizzate al risarcimento. Rossi (OMCeO Milano): «Non archiviato solo l’8% delle denunce, e di queste molte si concludono con l’assoluzione in sede penale»
di Federica Bosco
Big Data e ambiente, Desideri (ISS): «Il 30% delle cause di mortalità per tumore sono da ricondurre agli stili di vita»
«L’ambiente di vita e di lavoro deve essere al centro delle politiche del sistema sanitario pubblico» ha evidenziato Enrico Desideri, Presidente Fondazione ISS, a margine del congresso Big Data in Health di cui Sanità Informazione è stata media partner. E sul diritto dei cittadini ad intraprendere azioni legali per la mancata tutela della salute: «I cittadini devono alzare la voce e farsi sentire»
Che succede se sbaglia il robot chirurgo? L’esperto: «Presto assicurazioni obbligatorie anche per IA»
Il professor Stefano Crisci (Sapienza): «L’intelligenza artificiale deve essere al servizio del medico. Scongiurare il rischio di dequalificazione del professionista»
Boom di denunce per “malpractice”, i chirurghi non ci stanno: «Nessuno vuole fare più questo mestiere»
Dei 35mila procedimenti che si aprono ogni anno oltre il 90% si risolvono in un nulla di fatto. Il Presidente del Collegio Italiano dei Chirurghi (CIC), Filippo La Torre: «Serve legge che regoli la malpractice facendo giustizia di questi numeri impossibili»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 14 luglio, sono 13.106.569 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 573.042 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 13 luglio: nell’ambito de...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Salute

Tumori della pelle in aumento, l’allarme di Ascierto: «Paura Covid ha scoraggiato i controlli»

L’esperto: «Una diagnosi precoce consente alti tassi di guarigione, la prevenzione è l’arma più efficace»