Formazione 7 febbraio 2019

Formazione, Vanja Ciolli (CeOR): «Aggiornamento fondamentale, tecnico ortopedico responsabile sicurezza dispositivi e qualità processi di produzione»

«Il tecnico ortopedico è obbligato da norme regionali e nazionali ad aggiornarsi al passo con l’evoluzione continua in medicina e a rispondere ai crediti formativi necessari» dichiara Vanja Ciolli (Amministratore Ce.OR) a Sanità Informazione

I tecnici ortopedici non solo sono tenuti a formarsi ed aggiornarsi perché hanno la responsabilità di verificare la sicurezza d’uso dei dispositivi sanitari ma anche a sottoscrivere un’assicurazione per la responsabilità civile professionale. Secondo Vanja Ciolli (Amministratore Ce.OR), tutto rientra «nell’insieme dei processi qualitativi» per garantire un rapporto di fiducia con il cittadino-paziente.

Chi è e di che cosa si occupa il tecnico ortopedico? «Identifichiamo innanzitutto qual è la figura professionale del tecnico ortopedico – spiega  Vanja Ciolli (Amministratore Ce.OR) a Sanità Informazione in occasione del convegno ‘Avvocati e medici. I profili delle responsabilità e le strategie difensive’ organizzato da UIF presso la Corte d’Appello di Roma con OMCeO Roma e la partnership media della nostra testata -. Si tratta di un operatore sanitario che sulla base di una diagnosi medica, partecipa all’individuazione di un percorso riabilitativo individuale e pone in opera, realizza, progetta, applica e adatta dei dispositivi medici per l’appunto di diversa natura: funzionale, sostitutiva, compensativa, correttiva. Parliamo di dispositivi medici che possono essere esoscheletrici o meccanici».

Chi sono i fruitori del servizio? «Invalidi civili, minori, disabili. Per questo, l’aspetto formativo è fondamentale. Il tecnico ortopedico è giustamente tenuto, per una serie di norme regionali e nazionali ad essere evidentemente aggiornato, al passo con l’evoluzione continua in medicina e a rispondere ai crediti formativi necessari, e non solo. È responsabile anche della qualità dei processi di produzione – prosegue Ciolli – in un campo “borderline” tra l’artigianato e l’industria, nel senso che adatta dei presidi su misura finiti ma progetta e realizza dei prodotti anche artigianali.

Il tecnico ortopedico ha anche un altro compito: «Firma delle dichiarazioni di conformità che sono sostitutive, ad esempio del marchio CE. Abbiamo un rapporto importante con il paziente e fruitore finale, perché siamo noi che andiamo ad adattare e a correggere – e nel tempo a visionare e supervisionare –  i lavori che vengono consegnati per l’appunto ad una fascia così debole della popolazione».

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