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XXV CONGRESSO FADOI

  • 26 September 2020
  • 29 September 2020

Hanno curato nei loro reparti di ospedale il 70% dei malati Covid 19 e ora a poco più di sei mesi dallo scoppio della pandemia i medici internisti della Fadoi, la Federazione dei medici internisti italiani faranno il punto dal 26 al 29 settembre in occasione del XXV Congresso Nazionale.

Una quattro giorni intensa che sarà un momento di confronto con un’innovativa formula ‘smart virtual’ che prevede i partecipanti collegati on-line e un piccolo numero di relatori presenti in una sala a Roma, in comunicazione col resto d’Italia. Per l’occasione è stata infatti predisposta una originale piattaforma elettronica che simula un vero e proprio spazio congressuale, con aule, stand, punti di incontro, votazioni on-line, dibattiti e discussioni, corsi in diretta o in modo asincrono, conservando il più possibile le modalità formative e di scambio culturale tipiche dei Congressi in forma residenziale.

Sarà possibile partecipare ai numerosi corsi monotematici ECM, i cui programmi sono stati peraltro rivisti e reimpostati alla luce dell’esperienza maturata nell’affrontare la pandemia.

La cerimonia Inaugurale avrà inizio alle ore 14.30 di sabato 26 Settembre e, dopo la relazione del presidente Dario Manfellotto, vedrà una lettura sui risultati dello studio internazionale Caravaggio, condotto da FADOI con la direzione scientifica di Giancarlo Agnelli e da poco pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Tanti gli ospiti in collegamento e che invieranno i loro messaggi. Vi sarà anche una lettura sull’esperienza Covid-19 di Ranieri Guerra, che ha contribuito alla gestione della pandemia sia come Assistant Director General dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia per conto del Ministero della Salute.

“La figura dell’Internista in Italia – sottolinea il presidente Fadoi, Dario Manfellotto – è cresciuta anche grazie al confronto e all’impegno nella FADOI. I risultati si vedono tutti i giorni nelle corsie degli ospedali, dove lo specialista in Medicina Interna ha sempre un ruolo di primo piano così come si è verificato durante l’emergenza da Covid 19”.

“L’esperienza maturata in questi mesi di emergenza – sottolinea Manfellotto – ha inevitabilmente rimesso in discussione la vecchia organizzazione ospedaliera basata sulla divisione in dipartimenti, favorendo l’approccio multispecialistico, rivelatosi oggi efficace per una malattia sistemica come Covid-19 ma che può esserlo altrettanto per fronteggiare quell’emergenza permanente che è la gestione delle malattie croniche e complesse”.

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