Stop Ingiustizie Bancarie 22 novembre 2016

Vittime del “Salvabanche”: «Bene l’impegno ad aumentare platea di chi riceverà il rimborso, ma molti di noi restano discriminati»

Le vittime del Decreto “Salvabanche” scrivono alla Commissione Finanze della Camera in seguito all’approvazione della risoluzione che impegna l’Esecutivo ad includere nella procedura di rimborso forfettario i risparmiatori che abbiano ceduto la proprietà a titolo non oneroso a parenti. L’associazione segnala inoltre ulteriori iniquità contenute nel Decreto e determinate dall’interpretazione del Fitd (Fondo Interbancario di […]

Le vittime del Decreto “Salvabanche” scrivono alla Commissione Finanze della Camera in seguito all’approvazione della risoluzione che impegna l’Esecutivo ad includere nella procedura di rimborso forfettario i risparmiatori che abbiano ceduto la proprietà a titolo non oneroso a parenti. L’associazione segnala inoltre ulteriori iniquità contenute nel Decreto e determinate dall’interpretazione del Fitd (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) dello stesso Decreto.

Nello specifico, l’Associazione «intende esprimere la propria gratitudine per l’approvazione da parte della Commissione Finanze della risoluzione che impegna il governo ad assumere un’iniziativa volta a modificare la disciplina vigente, relativa alla inclusione alla procedura dell’indennizzo forfettario all’80% anche ai risparmiatori che abbiano ceduto o suddiviso la proprietà a titolo non oneroso a parenti fino al secondo grado. Approfittiamo dell’occasione – si può leggere nella lettera – per evidenziare ulteriori iniquità, oltre quella da voi sollevata, che il decreto e la successiva interpretazione del Fitd hanno creato, tra i possessori, delle obbligazioni subordinate delle 4 banche azzerate dal decreto di risoluzione del 22 novembre 2015».

Secondo l’Associazione «il meccanismo di accesso al fondo di solidarietà con erogazione diretta discrimina i risparmiatori coinvolti per modalità, forma di acquisto, ed infine per data di acquisto»: per quanto riguarda il primo problema, secondo l’approfondimento effettuato dall’Associazione, gli «obbligazionisti che hanno acquistato allo sportello di una delle 4 banche, che soddisfano i requisiti specificati dal testo del decreto, ma il cui contratto è stato concluso non in contropartita diretta, aspetto meramente tecnico e strettamente legato alla discrezionalità del bancario che al momento della vendita piuttosto che scegliere una obbligazione subordinata sul mercato secondario, ma ancora nel portafoglio della banca stessa, ha scelto una obbligazione subordinata sul mercato secondario, rendendo, di fatto la Banca stessa intermediaria, invece che venditrice diretta»; per quanto riguarda, invece, la forma di acquisto, verrebbero discriminati gli «obbligazionisti che soddisfano i requisiti specificati dal testo del decreto, ma che abbiamo acquistato da una banca diversa dalle 4 banche risolte; la terza ed ultima discriminazione riguarderebbe gli «obbligazionisti che soddisfano i requisiti specificati dal testo del decreto tranne il limite della data di acquisto del 12/06/2014, data di pubblicazione in Gazzetta Europea della direttiva Europea BRRD».

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