Stop Ingiustizie Bancarie 9 febbraio 2016

Savino (Forza Italia): «L’anatocismo è illegale dal 2014 ma le banche ci provano sempre»

Ma l’anatocismo è illegale o no? In teoria sì, nella pratica pure. Almeno così dovrebbe essere, se non fosse per un piccolo particolare: a partire dal primo gennaio 2014, la pratica spesso e volentieri attuata dalle banche di capitalizzare gli interessi passivi non è più consentita. Lo ha sancito l’articolo n.120 del T.U.B. (Testo Unico […]

di Anatocismo

Ma l’anatocismo è illegale o no? In teoria sì, nella pratica pure. Almeno così dovrebbe essere, se non fosse per un piccolo particolare: a partire dal primo gennaio 2014, la pratica spesso e volentieri attuata dalle banche di capitalizzare gli interessi passivi non è più consentita. Lo ha sancito l’articolo n.120 del T.U.B. (Testo Unico Bancario).

Per sapere però nel concreto come attuare questo divieto, bisogna attendere la delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio (C.I.C.R.), che è ancora lungi dal vedere la luce. Ed è qui che nascono i problemi. Perché se da un lato c’è chi conferma che il divieto esiste con o senza delibera del C.I.C.R. (ad esempio, il Tribunale di Milano e quello di Roma), dall’altro sono state emanate sentenze che dicono l’opposto. Serve dunque chiarezza. E chiarezza è quel che vuole anche l’Onorevole Sandra Savino, deputata di Forza Italia e membro della VI Commissione (Finanze), che con il suo partito ha presentato una risoluzione che verte proprio sul problema dell’anatocismo. L’abbiamo intervistata per capire come si sta muovendo la politica per affrontare questo tipo di problematica, che insieme a mutui irregolari e pubblicità ingannevole, rappresenta uno dei motivi più importanti che spingono aziende e correntisti a fare ricorso.

«La politica e, nel caso specifico, Forza Italia, si è mossa presentando una risoluzione in commissione finanze che verteva proprio sul problema dell’anatocismo. Un problema serio, che nel corso del tempo è stato fin troppo sottovalutato. Riteniamo che vada fatta una volta per tutte chiarezza su quello che deve essere il comportamento delle banche nei confronti di imprese e semplici cittadini. Per questo motivo abbiamo portato questa risoluzione all’attenzione del Governo, il quale però non mi pare abbia recepito in maniera costruttiva la nostra impostazione. Abbiamo dunque discusso di questo tema in commissione e sono dovuta convergere, seppur obtorto collo, su una risoluzione a firma Pelillo, del Partito Democratico, che chiede all’Esecutivo di far rispettare la legge una volta per tutte».

Nell’attesa che la politica prenda finalmente le giuste decisioni, al cittadino non resta che la strada giudiziaria, per vedersi riconosciuto un diritto. C’è una giurisprudenza che va proprio in quella direzione.
«Come avviene un po’ in tutte le situazioni tipiche del nostro Paese, anche in questo caso è necessario fare chiarezza. L’anatocismo è stato eliminato con una delega che si trova nella legge di stabilità del 2014 che, purtroppo, non è chiara perché dava al Comitato Interministeriale il compito di proporre una soluzione che ancora non è stata fornita. Sono però certa che una volta che il Governo chiarirà questo dubbio, probabilmente cittadini e istituti di credito ne usciranno molto soddisfatti».

Anche le banche sembra abbiano capito qual è l’aria che tira. Secondo il Ministero della Giustizia, infatti, in circa il 50% dei casi in cui il cittadino vuole ricorrere alla giustizia contro i comportamenti illeciti delle banche, queste si dimostrano pronte ad un accordo in tempi strettissimi. Questa consapevolezza forse ribadisce l’opportunità di un’azione legale.
«Le banche ci provano, mi pare evidente. Ci provano e continuano a provarci fino a che il cittadino o l’impresa non diventano consapevoli del tipo di pratiche che portano avanti gli istituti di credito. E poco alla volta entra tantissima liquidità. E quando accade che le banche toccano gli interessi passivi, bisogna solo andar lì e battere i pugni sul tavolo. Purtroppo, le banche ci provano anche in un momento come questo, economicamente non facile per nessuno, perché mettono il cittadino o l’imprenditore in condizione di dover soffrire non solo per la congiuntura, ma anche per questo tipo di problematica. È un comportamento assolutamente fuori luogo».

Articoli correlati
Tassi Usurari, Corte d’Appello di Roma condanna banca. Clienti potranno chiedere risarcimento
Nuova sentenza di condanna verso una banca per tassi usurari. I giudici della Corte d’Appello di Roma hanno bocciato l’istanza presentata dalla difesa di un noto Istituto di Credito, confermando in sostanza la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale Civile di Terracina. Il problema tra banca e i correntisti che hanno intentato la causa […]
Decreto “Salvabanche”, un anno dopo: “Le nostre richieste non sono state ascoltate”
È passato un anno ma la situazione non è ancora stata risolta. Lo ricorda il Comitato Vittime del “Salvabanche”, l’associazione che si è fatta portavoce delle richieste di tutti quegli obbligazionisti che, in seguito all’approvazione del Decreto (firmato nel novembre dello scorso anno) che ha salvato dal fallimento Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti, […]
Fallimento Banca Etruria, presentato nuovo esposto. Il Procuratore: “Darà ulteriore forza all’indagine”
Nuovo esposto contro gli ex vertici di Banca Etruria. Le associazioni “Amici di Banca Etruria” e “Vittime del Salva-Banche” hanno evidenziato un «ipotetico dolo nella modalità di emissione di obbligazioni subordinate Banca Etruria del 2013, finalizzato a vendere in maniera capillare tali rischiosi prodotti finanziari ai piccoli risparmiatori». Per il procuratore Rossi questo esposto darà «ulteriore […]
Veneto Banca, offrivano ai clienti prestiti “baciati”: sedici indagati tra funzionari e manager
Sono accusati di aver contribuito a svuotare le casse di Veneto Banca con operazioni senza garanzia. Sono sedici le persone indagate, tra alti funzionari e manager dell’istituto e di diverse società collegate, per ipotesi di reato che vanno dall’ostacolo alla vigilanza alle false comunicazioni sociali. Per loro la Procura di Roma ha disposto nuovi accertamenti. […]
Il “Salvabanche” gli toglie 50mila euro, imprenditore ternano fa ricorso
Ritrovarsi con 50mila euro in meno da un giorno all’altro. Precisamente il 22 novembre 2015, quando quasi un miliardo e mezzo di euro è andato in fumo in seguito all’approvazione, da parte del Governo, del Decreto “Salvabanche”. Un’ingiustizia (anzi, una «fregatura», come la chiama Giuseppe Alunni, imprenditore ternano da anni nel settore delle forniture tecniche […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ESCLUSIVA ǀ Scuole di specializzazione in medicina: «Ecco il perché delle bocciature»

Intervista a Roberto Vettor, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Formazione Medica Specialistica
Lavoro

ESCLUSIVA | Oliveti, Enpam: la grande sfida della Sanità italiana, diventare motore di sviluppo e ripresa

Cumulo contributivo, c’è la copertura finanziaria. Ma attendiamo esplicazione del Governo. Numero chiuso, università, sviluppo e ripresa, cure territoriali, welfare e patto generazionale: tutto q...
Formazione

Test medicina: proteste davanti atenei. Ben 124 i posti in meno rispetto al 2016, arriva interrogazione parlamentare

Anche quest’anno al via i test d’ingresso per le facoltà a numero chiuso. Ad aprire le danze Medicina e odontoiatria con 67mila domande d’iscrizione e 124 posti in meno rispetto al 2016. Intant...