Stop Ingiustizie Bancarie 8 settembre 2015

Mutui, tassi fuorilegge e anatocismoCome difendersi dalle irregolarità bancarie

Breve guida di Sanità informazione per orientarsi nelle zone oscure del credito

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Mutui irregolari, tassi usurari, interesse calcolato su altro interesse (ovvero l’anatocismo espressamente vietato dalla legge) e anche pubblicità ingannevole. Come può il consumatore tutelarsi di fronte a giganti imperscrutabili come le banche? Non è per nulla semplice districarsi tra clausole, cavilli e normative, spesso ben nascoste nelle pieghe delle già complesse Finanziarie del Governo, o comunque regolate da decreti o circolari impossibili da interpretare se non si è esperti del settore.


Proprio agli esperti è il caso di rivolgersi per capire se su conti correnti e finanziamenti c’è qualcosa che non quadra visto che i soldi indebitamente sottratti dalle banche possono essere tutti recuperati.

Sanità informazione prova a semplificare, con questa breve guida, le principali “anomalie” che possono registrarsi nel rapporto tra le banche e clienti e ad indicare le possibili strade da percorrere per ottenere il “maltolto”.

MUTUI  –  Uno studio effettuato dalla Gmb Solution afferma che tre su quattro sono irregolari. L’indagine di uno dei principali player del settore prende in esame quelli stipulati a tasso variabile, a partire dal 2003 ad oggi e dimostra che è possibile recuperare fino a 80mila euro ogni 200mila erogati.
Perché proprio il 2003? Perché dal 1° ottobre di quell’anno, infatti, ai sensi della delibera CICR n.286 del 4 marzo 2003, tutti gli intermediari finanziari sono obbligati a far riferimento ad un indicatore sintetico di costo (ISC o TAEG) che racchiude – in una sola percentuale – tutti i costi connessi al mutuo (interessi annuali, commissioni, spese di incasso, premi assicurativi). Molte banche, invece, fanno riferimento ad un TAEG più basso rispetto a quello realmente applicato. La differenza percentuale determina, quindi, una somma che gli istituti di credito ottengono illegittimamente dai loro clienti, commettendo una irregolarità specifica che si chiama “pubblicità ingannevole”.  Questa irregolarità – ai sensi dell’ex 117 TUB – comporta il ricalcolo del mutuo sulla base del tasso dei BOT, attualmente attestato allo 0,70%. Questo per i clienti significa poter recuperare cifre considerevoli.

USURA – Chi chiede un prestito superiore ai 50mila euro per l’acquisto di un immobile o di qualsiasi altro bene deve prestare attenzione anche ad un altro rischio. Spesso, infatti, vengono applicati tassi che sforano in quelli usurari. Per verificarlo è sufficiente controllare che la somma di tutti i costi sostenuti dal cliente non superi le soglie limite pubblicate trimestralmente dalla Banca d’Italia. Nel caso ci siano i presupposti per annullare la clausola, il cliente ha diritto al 100% degli interessi versati e quindi alla banca verrà restituita esclusivamente la quota capitale. La materia è regolata dall’articolo 1815 del codice civile e da una sentenza della Corte di Cassazione (n.350/2013): viene stabilito letteralmente che «ai fini dell’applicazione dell’articolo 1815 c.c. e dell’art.644 c.p. si considerano usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo, e quindi anche a titolo d’interessi moratori».

ANATOCISMO – Per prima cosa bisogna chiarire di che cosa si tratta. In sostanza è un fenomeno che si verifica quando viene applicato dell’interesse sugli interessi passivi. Per essere ancora più chiari: nel caso si disponga di un fido ed il proprio saldo sia negativo, le banche capitalizzano gli interessi anche sulla quota iscritta a debito. Un problema che può riguardare i cittadini, ma soprattutto le aziende costrette – anche in virtù del difficile momento economico – ad operare investendo e anticipando somme. Molte banche continuano a praticare l’anatocismo nonostante sia illegale da ormai un anno e mezzo.  L’articolo 1, comma 629, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (la legge di Stabilità per il 2014) ha infatti sostituito l’art. 120 del testo unico bancario (t.u.b.) che consentiva la produzione di interessi sugli interessi passivi maturati nei contratti bancari. L’attuale articolo 120 t.u.b. prevede, infatti, che «il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che: a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori; b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale». Tutte le disposizioni della legge di Stabilità (cfr. art. 1, comma 749, l. 147/13) sono entrate in vigore in data 1° gennaio 2014. Di recente c’è stata una sfilza di condanne per le banche, costrette non solo a rimborsare i clienti ma anche alla pubblicazione di uno  uno specifico avviso contenente il dispositivo sulla home page del proprio sito web; di dare comunicazione ad ogni correntista consumatore, di curare, a proprie spese ed entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento, l’inserzione in dimensioni non inferiori a mezza pagina del dispositivo dell’ordinanza sui quotidiani “Corriere della Sera”, “La Repubblica”, “Il Sole 24 Ore”.


COME FARSI RIMBORSARE  –
 Per ottenere le cifre indebitamente versate agli istituti di credito ormai sempre più spesso non è necessario nemmeno arrivare in Tribunale. Secondo una statistica del Ministero della Giustizia nel 45,8% dei casi, infatti, il contenzioso – quando la banca si presenta in mediazione – si chiude con un accordo tra la banca ed il cliente con tempi oscillanti tra i sei e gli otto mesi. Quello delle irregolarità bancarie sta diventando un tema molto sentito, una vera spina nel fianco per gli istituti di credito. Si tratta, effettivamente, di una situazione che riguarda da vicino molti italiani: secondo i dati Istat sono oltre 7,5 milioni i mutui stipulati dal 2003 ad oggi con una media annuale di oltre 400mila mutui e con una netta predominanza dei mutui a tasso variabile, scelti dal 70% dei clienti. Il consiglio è quello di scegliere con attenzione da chi farsi tutelare, magari optando per chi propone una valutazione gratuita del caso onde evitare di infilarsi in un contenzioso senza fondamenti e sprecare di conseguenza dei soldi. 

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