Stop Ingiustizie Bancarie 5 gennaio 2016

In piazza la rabbia e le richieste di rimborsi

Anche infermieri e medici al sit-in sotto la Banca d’Italia: «Gli istituti di credito hanno tradito la nostra fiducia, ma ora vogliamo solo essere risarciti»

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Ci ho messo una vita a mettere da parte 20mila euro. Me li hanno rubati. Non mi accontenterò fino a quando non me li ridaranno, fino all’ultimo centesimo. Sono soldi nostri messi da parte per il futuro, per una emergenza, per i figli che non lavorano. Vi sembra giusto? Io sono un’infermiera, faccio turni massacranti e dal 22 novembre i miei soldi sono stati azzerati».


È uno dei tanti sfoghi raccolti all’esterno della Banca d’Italia, dove si sono radunati centinaia di manifestanti del “Comitato Vittime del Salvabanche” che hanno visto svanire nel nulla i loro risparmi. «Dalla banca mi sento ingannata – continua l’infermiera – ma il problema è quello che ha fatto il governo. Dovevo essere più attenta? Quando andavo in filiale e chiedevo, mi dicevano: “Hai mai visto una banca fallire?”. E io (finora) mi fidavo della mia banca…».

Più di cartelli, slogan e striscioni, colpiscono i volti e le storie dei tanti italiani che hanno perso i loro risparmi con il decreto legge del 22 novembre. «Urliamo – spiega un pensionato – perché siamo stati truffati da tutti: da Governo, Banca d’Italia e Consob. È stata autorizzata l’emissione di carta straccia con le banche in sofferenza e poi con un decreto è stata azzerata, salvando amministratori e dipendenti a nostre spese. Forse siamo stati 130mila idioti a fare quel tipo di investimento, ma è anche vero che il fondo interbancario poi non ha tirato fuori un euro: ora chiediamo solo di essere risarciti».

Comunque andrà a finire questa vicenda, il rapporto tra cittadini e banche sembra segnato: «Saremo anche un tantino ignoranti in campo finanziario –  fa notare un’altra manifestante – ma se viene meno il rapporto di fiducia, crolla tutto il sistema creditizio». A supporto dei manifestanti, associazioni, comitati ed esponenti politici. Tra loro, anche il vicepresidente del Senato, l’esponente di Forza Italia Maurizio Gasparri: «Sicuramente occorre più trasparenza nelle informazioni della banca e, una volta chiusa questa storia con i risarcimenti dei danneggiati, sarà necessaria una semplificazione. Ora si regge tutto sul rapporto di fiducia personale, un po’ come quando ci si rivolge al medico: se prescrive un medicinale, lo assumi senza verificare, ma se poi si rivela dannoso ne paghi tu le conseguenze».

Anche in piazza è forte la sensazione che il caso “Salvabanche” sia solo la punta dell’iceberg. Sono numerose le irregolarità sempre più spesso contestate agli istituti di credito: dall’anatocismo all’usura, passando per i mutui fuorilegge. «Le banche esisteranno sempre – afferma ancora il senatore Gasparri – ma c’è un limite oltre il quale non devono andare».

Importante, allora, che ci sia una risposta politica. La chiede anche il presidente di FederConsumatori Rosario Trefiletti: «Il Governo deve intervenire, non può passare il messaggio che il risparmio può scomparire dalla sera alla mattina. La gente si sente truffata ma anche tradita dal governo che non trova una soluzione, sottovalutando che così si danneggia un sistema che deve essere più trasparente e più chiaro proprio per recuperare la fiducia dei risparmiatori». Non sarà semplice. «Siamo stati truffati, rivogliamo i nostri soldi», urlano i manifestanti e qualcuno solleva anche un’altra questione: «La banca del nostro territorio per erogare mutui obbligava ad acquistare proprio quelle azioni: un vero e proprio ricatto. È toccato a tantissime persone, molte non hanno il coraggio di venire allo scoperto…».

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