Stop Ingiustizie Bancarie 29 novembre 2016

Decreto “Salvabanche”, un anno dopo: “Le nostre richieste non sono state ascoltate”

È passato un anno ma la situazione non è ancora stata risolta. Lo ricorda il Comitato Vittime del “Salvabanche”, l’associazione che si è fatta portavoce delle richieste di tutti quegli obbligazionisti che, in seguito all’approvazione del Decreto (firmato nel novembre dello scorso anno) che ha salvato dal fallimento Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti, […]

È passato un anno ma la situazione non è ancora stata risolta. Lo ricorda il Comitato Vittime del “Salvabanche”, l’associazione che si è fatta portavoce delle richieste di tutti quegli obbligazionisti che, in seguito all’approvazione del Decreto (firmato nel novembre dello scorso anno) che ha salvato dal fallimento Banca Etruria, Banca Marche, CariFe e CariChieti, hanno perso tutti i loro risparmi. Certo, in mesi di battaglie qualcosa è stato ottenuto, così come sta avvenendo in altre situazioni che riguardano le banche da altri punti di vista (anatocismo, pubblicità ingannevole, mutui con tassi usurari, ecc.), ma i diretti interessati non hanno intenzione di accontentarsi e sono tornati a protestare a Roma, davanti alla sede di Banca d’Italia: la richiesta è rimborsi totali a tutte le persone toccate dal decreto. Abbiamo intervistato Mirko Tarroni, Coordinatore Gruppo Risparmiatori Azzerati della Cassa dei Risparmi di Ferrara.

Cosa è cambiato ad un anno dal Decreto “Salvabanche”?

«Pochissimo è stato risolto. Solo una parte degli obbligazionisti subordinati che sono stati coinvolti dall’azzeramento riceverà un ristoro che, secondo il Decreto, non supererà l’80%. Una parte enorme rimane esclusa così come rimangono esclusi tutti gli azionisti che si sono visti azzerare le loro quote».

In un anno avete portato avanti tante istanze e fatto tante richieste. Sono state accettate, almeno in parte, oppure la vostra voce è rimasta totalmente inascoltata?

«La nostra richiesta era che venissero rimborsati completamente tutti gli obbligazionisti, in quanto parliamo di titoli che non erano assolutamente speculativi, e dunque non doveva esserci alcuna discriminazione tra chi poteva ottenere un rimborso e chi no. Questa richiesta non è stata accettata, in quanto solo una parte degli obbligazionisti verrà rimborsata. Abbiamo anche chiesto una soluzione che potesse ristorare anche solo parzialmente le perdite degli azionisti, ma anche questa non è stata ascoltata».

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