Speciale influenza 11 gennaio 2018

Ospedali e pronto soccorso in tilt: +20% accessi e il picco non è ancora arrivato

Quasi 7 milioni di italiani si sono recati nei 45mila ambulatori dei medici di famiglia nei primi giorni del nuovo anno: una media di 51 persone al giorno, secondo i dati forniti dalla FIMMG 

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L’eccezionale forma influenzale che sta costringendo a letto milioni di italiani non accenna a fermarsi; anzi, secondo gli esperti, siamo vicini al picco. Il virus, quest’anno, ha colpito duramente durante le feste natalizie e si sta dimostrando particolarmente aggressivo, provocando il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e pesanti disagi a medici e malati. Secondo la FIMMG, tra la fine del 2017 ed i primi giorni del 2018 sono quasi 7 milioni i pazienti visitati dai medici di famiglia: un 30% in più, rispetto allo stesso periodo degli scorsi anni, che è destinato a crescere.

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I dati forniti dal Ministero della Salute parlano di un livello di incidenza superiore a quello osservato nella precedente stagione influenzale: si è assistito, infatti, ad un brusco aumento del numero di casi in tutte le classi di età. La fascia maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei 5 anni e quella tra 5 e 14 anni e si è verificato un brusco aumento anche negli anziani.

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Medici e virologhi continuano a fornire raccomandazioni per difendersi attraverso le misure di igiene e protezione individuale (lavarsi bene e spesso le mani, coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, rimanere a casa al primo manifestarsi dei sintomi) e a ricordare l’importanza della vaccinazione antinfluenzale soprattutto per prevenire le complicanze, anche gravi, per i pazienti a rischio o più vulnerabili: bambini, anziani, donne in gravidanza e pazienti immunodepressi, con patologie. Anche il segretario nazionale della FIMMG Silvestro Scotti, invita alla profilassi da effettuarsi tra ottobre e dicembre: «In questi giorni i nostri studi sono sovraffollati da persone con virus influenzali. Si tratta soprattutto di anziani e pazienti cronici. Ribadiamo l’importanza dei vaccini: quest’anno stiamo assistendo a un leggero aumento di vaccinati tra gli over 65 ma la percentuale è ancora bassa».

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Per rispondere all’emergenza, molte Regioni stanno adottando misure eccezionali: «L’influenza non sta colpendo allo stesso modo in tutte le regioni italiane – prosegue Scotti – i risultati migliori si stanno registrando nelle realtà in cui si punta sull’organizzazione complessa della medicina generale, caratterizzate da coincidenza di autonomia organizzativa e responsabilità nei risultati». In merito a questo, l’iniziativa lanciata dalla Regione Lazio,  con la presenza dei pediatri di libera scelta negli ambulatori aperti nel weekend – resa possibile grazie a un accordo con la Fimp, Federazione italiana Medici pediatri – ha avuto un riscontro molto positivo: 1.100 famiglie si sono rivolte a queste strutture, evitando di intasare i pronto soccorso degli ospedali pediatrici.

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Anche la Regione Liguria, tra le più colpite dal virus, si è organizzata in tal senso per fronteggiare il picco ed evitare code e sovraccarichi nei pronto soccorso – come accaduto tra Natale e Capodanno – stipulando un accordo con la Federazione dei medici di Famiglia (Fimmg) e quelli di Guardia Medica che hanno visitato i pazienti in codice bianco e verde durante il weekend della Befana.  Allerta anche in Piemonte, dove si sono verificati 83mila nuovi casi solo nella prima settimana del 2018 – dati diffusi dal SeReMi, il servizio di riferimento regionale di Epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive: l’incidenza è salita a 18,7 casi ogni 1.000 assistiti dal servizio sanitario, mentre la media nazionale è di 13,11.

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