Speciale Formazione 25 gennaio 2018

«Aggiornamento professionale ECM? È ora di pensare a incentivi economici come premio e stimolo» l’intervista a Roberto Stella (FNOMCeO)

«I dati del triennio 2014-2016 sono migliorati rispetto al precedente, la formazione prende sempre più piede, soprattutto quella a distanza» il Coordinatore della Formazione per la FNOMCeO fa un bilancio sull’aggiornamento professionale per i professionisti sanitari

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La formazione per i medici diventa sempre più importante. Lo confermano i dati di chiusura del triennio formativo 2014-2016 che «sono decisamente migliorati rispetto al passato» dichiara ai nostri microfoni Roberto Stella, Coordinatore dell’Area Strategica per la Formazione della FNOMCeO. «È ora di pensare a degli incentivi che premino i medici che si formano e che siano da stimolo per chi non lo fa». Ecco l’intervista.

Finita la proroga per il triennio 2014-2016, è possibile fare un bilancio rispetto al passato?

«Nell’ultimo anno c’è stato un netto miglioramento, siamo passati da un 43% di medici che hanno completato l’aggiornamento nel triennio 2011-2013 ad un 54% del triennio 2014-2016. Sicuramente il lavoro che sta facendo la FNOMCeO è utile in tal senso, infatti abbiamo promosso una serie di attività nuove fra cui il dossier formativo, diventato ormai realtà con la delibera dell’anno scorso; si tratta nello specifico di un vero e proprio diario in cui registrare un percorso formativo personalizzato e questo strumento ha certamente migliorato e favorito l’avvicinamento alla formazione anche per chi non era abituato. L’altro aspetto che ha determinato il miglioramento dei dati relativi alla formazione è la possibilità di usufruire della formazione a distanza in maniera estensiva. Poter risolvere l’aggiornamento attraverso una formazione comoda e fruibile ha certamente migliorato l’approccio».

Secondo lei quali sono gli ulteriori passi in avanti per migliorare l’offerta formativa e renderla sempre più efficiente e veloce?

«Adesso siamo arrivati ad un buon punto, in ogni caso ritengo sia importante implementare i servizi che abbiamo: in primo luogo bisogna garantire ed ampliare la possibilità di accedere ad un maggior numero d’iniziative. Non dimentichiamo che per molti professionisti, soprattutto la fascia dei liberi professionisti, l’accesso è strutturato privatamente e quindi non ci sono attività strutturate a cui si può accedere in maniera gratuita. Occorre poi avere un catalogo di attività che permettano ai professionisti, in maniera economica e pratica, di accedere con semplicità e di poter usufruire di un ventaglio di scelte anche adeguate a vari indirizzi professionali. Su questo aspetto la FNOMCeO ha dato un impulso molto forte all’offerta formativa: sono usufruibili, direttamente e gratuitamente per tutti gli iscritti agli albi medici, numerosi corsi online qualificanti e utili ad entrare nel dettaglio di tematiche altrimenti poco approfondite».

Ritiene possano essere utili degli incentivi per spingere i medici ad aggiornarsi di più? Quali potrebbero essere questi strumenti?

«Purtroppo molto spesso l’aggiornamento viene visto ancora come un dovere di tipo burocratico-amministrativo. Bisogna invece superare questa visione facendo in modo che alla formazione, quindi alla crescita professionale dei professionisti, possa anche seguire l’opportunità di crescita di carriera. Dunque queste competenze, che si acquisiscono attraverso percorsi di formazione a volte anche complessi, devono essere riconosciute a livello aziendale creando le condizioni per progressioni di carriera soprattutto a chi ha un percorso di eccellenza. Ritengo si possa pensare anche ad incentivi di tipo economico e quindi di tipo retributivo, legando magari un aggiornamento professionale di qualità ad una valutazione seria anche per un miglioramento del profilo retributivo del professionista».

LEGGI ANCHE: ECM, ECCO I DATI COGEAPS 2014-2016: IL 54% IN REGOLA MA CON PROROGA DATI IN FORTE AUMENTO

 

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