Speciale elezioni 2018 1 marzo 2018

Regionali Lombardia, è corsa a sette: Fontana punta sull’autonomia, Gori chiede revisione superticket

Il 4 marzo si vota anche per eleggere il nuovo Consiglio regionale della Lombardia. Oltre a centrodestra e centrosinistra e partiti minori, in corsa Rosati (LeU) che propone norme più stringenti per l’intramoenia e Violi (M5S), che tra le priorità ha la riduzione delle liste d’attesa

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Con le politiche, il 4 marzo si vota anche per il rinnovo del Consiglio regionale della Lombardia. Dopo cinque anni di governo non si ripresenta il governatore uscente Roberto Maroni, ufficialmente per “motivi personali”, così il candidato del centrodestra è l’ex presidente del Consiglio regionale lombardo ed ex sindaco di Varese, Attilio Fontana. Per il M5S corre Dario Violi, consigliere uscente, mentre Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, è il candidato del centrosinistra, orfano però di Liberi e Uguali che candida Onorio Rosati. In corsa anche Angela De Rosa per Casapound, l’ex deputato Giulio Arrighini per Grande Nord, Massimo Roberto Gatti per Sinistra per la Lombardia.

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«Il problema più sentito tra gli operatori sanitari è senza dubbio quello della carenza di personale – afferma a Sanità Informazione Attilio Fontana – vanno superati i limiti imposti dallo Stato all’assunzione di personale e lo potremo fare appena avremo ciò che abbiamo richiesto con l’autonomia. Voglio rimarcare il fatto che è il fattore umano la leva capace di fare funzionare ogni processo: per questo spingeremo innanzitutto per sbloccare le assunzioni di personale medico e delle diverse professioni sanitarie e per promuovere a ogni livello la formazione continua». Per Fontana, convinto che il modello della sanità lombarda sia esportabile in tutta Italia, le priorità in sanità sono la riduzione dei ticket e i tagli alle liste di attesa: «Dopo gli interventi già realizzati in questa legislatura per il taglio dei ticket – continua Fontana – continueremo a batterci per arrivare all’abolizione totale del Ticket sanitario. Inoltre, la Regione Lombardia ha già affidato ad AREU, l’Agenzia Regionale per l’Emergenza e Urgenza, il coordinamento dei trasporti sanitari Semplici e l’attivazione del numero unico Europeo a valenza sociale per le cure mediche non urgenti (116-117) e, attraverso l’implementazione di questo servizio, si potrà contribuire a un netto decongestionamento delle strutture di Pronto Soccorso, soprattutto in alcuni periodi dell’anno».

Giorgio Gori, candidato del centrosinistra, è invece critico su alcune delle leggi della giunta Maroni, come quella sulla cronicità: «Sulla riforma della cronicità credo che si vedranno molti problemi perché è un modello che va esattamente in direzione opposta a quella che si era scritto nella riforma – sottolinea Gori – si diceva meno ospedale più territorio. Qui invece si ospedalizza la cronicità. Si butta addosso agli ospedali quello che prima era nella dimensione territoriali. Prevedo difficoltà, confusione, perché è un modello in cui i medici di medicina generale sono rimasti in larga misura ai margini. Ospedali non preparati ad affrontare quest’onda d’urto e probabilmente molti malati disorientati. Dovremo correggere rapidamente questa cosa, è un tema di forte attualità». Altro tema al centro della campagna elettorale di Gori è il welfare, il sostegno soprattutto alla non autosufficienza che «caratterizza quasi mezzo milione di anziani in questa regione, un grande problema». Nel programma di Gori la rimodulazione del super ticket esentando dal pagamento per le presentazioni ambulatoriali i cittadini con un reddito familiare fino a 30 mila euro lordi, innalzando così la fascia di esenzione e introducendo per le fasce più alte una gradualità che consenta di contribuire alla spesa sanitaria in base al proprio reddito.

Parte indietro nei sondaggi il Movimento Cinque Stelle guidato da Dario Violi, già consigliere regionale nell’ultima legislatura e vincitore delle ‘regionarie’ lombarde dei Cinque Stelle con 793 voti. «Voglio stravolgere un settore sociosanitario troppo in mano al privato che considera le persone fragili dei clienti – ha affermato Violi dopo una visita al Pio Albergo Trivulzio di Milano – lasciando le cose buone ma rendendo l’eccellenza decisamente meno azienda». Sul tema delle liste d’attesa il programma di Violi è in linea con quello della candidata Cinque Stelle alla Regione Lazio Roberta Lombardi: «Il nostro programma – spiega Violi – parla chiaro: per ridurre le liste d’attesa è necessario garantire la condivisione delle agende di tutte le strutture accreditate e più controllo sulle prestazioni in regime di libera professione. Inoltre dobbiamo scoraggiare gli appuntamenti multipli, introducendo una sanzione per chi non si presenta alle visite».

Ha le idee chiare in tema di sanità anche Onorio Rosati, il candidato di Liberi e Uguali partito che, nonostante il pressing dei democratici, non ha deciso di convergere su Gori. In cima alle sue priorità c’è l’abolizione dei ticket sanitari per chi ha un reddito fino a 35 mila euro l’anno calcolato con l’Isee, l’assunzione di personale anche per ridurre le liste di attesa e in questi casi, cioè con tempi lunghi per le prestazioni, non consentire l’attività privata, l’intramoenia nelle strutture pubbliche in modo da impedire che la prestazione non data dal servizio sanitario pubblico sia erogata solo pagando. «Serve un piano straordinario di assunzione del personale medico e sanitario perché non è stato coperto il turn over in tutti questi anni e molti dei disservizi, fra cui le liste d’attesa, sono legati anche alla scarsità di personale», afferma Rosati, che aggiunge: «Chiediamo che vengano ritirate le due delibere di Regione Lombardia relative ai malati cronici perché di nuovo siamo di fronte a un trasferimento di risorse dal settore pubblico a quello privato».

 

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