Speciale Cardiologia 23 novembre 2017

«Cardiologia, pazienti seguiti in telemedicina ed ECG anche in farmacia». Il futuro passa da PLACE il maxi congresso di Roma

Una tre giorni con focus sulla cardiologia e su tutte le novità della disciplina. Oltre 3mila partecipanti da ogni parte del mondo. Intervista al Presidente del Congresso, il Professor Leonardo Calò: «Dialogo tra specialisti crea apertura mentale che fa bene a tutte le discipline»

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Tre giorni di convegni e incontri. Oltre 3mila rappresentanti del mondo medico provenienti da ogni parte del mondo. Decine di panel e stand delle principali realtà mediche e scientifiche, italiane e non. Sono questi i numeri di PLACE – Platform of Laboratories for Advanced in Cardiac Experience, il summit dedicato alla cardiologia ma con approfondimenti relativi a tutte le branche della medicina. Presidente del Congresso, insieme al Professor Fiorenzo Gaita, è il Professor Leonardo Calò, Direttore UOC Cardiologia del Policlinico Casilino e Professore di Cardiologia dello sport dell’Università degli Studi Foro Italico di Roma.

Presidente, siamo qui in occasione della settima edizione di Place per fare il punto sulla cardiologia e su tanti altri temi. Quali sono le aspettative?

«È un incontro, come dice giustamente lei, fra tanti professionisti anche di specialità diverse. L’idea è stata quella di creare un ‘posto’ dove si possano incontrare cardiologi, medici di medicina generale, medici sportivi, geriatri, internisti, nefrologhi, chirurghi e così via. Credo che la visione unitaria della medicina non ultra-specialistica sia una grande fortuna. Hanno partecipato quasi 3mila persone, ognuno con le sue competenze ed interessi, che si sono incontrate e hanno creato una forma di apertura mentale, un pensiero laterale che fa bene al mondo cardiologico che così non diventa auto-centrico, ma si espande e si apre verso tutte le altre discipline. Viceversa, abbiamo avuto il contributo di persone che si occupano di alimentazione e sport, di reni e quant’altro. Il mondo cardiologico ne ha molto bisogno e ha necessità di avere la testa più aperta verso queste aree».

Uno dei focus che è stato affrontato è il progresso della telemedicina, per la quale il Policlinico Casilino è un’eccellenza. Ce ne può parlare?

«Come dice la parola stessa, la telemedicina è la modalità di gestione a distanza dei malati. Possiamo applicarla in vari settori. In cardiologia, ad esempio, sta esplodendo la possibilità di refertare elettrocardiogrammi a distanza, ma esiste anche la possibilità di gestire, sempre a distanza, malati, soggetti scompensati o che hanno vari tipi di patologie per le quali esistono sensori che in maniera molto semplice, tramite telefoni o tablet, ci trasmettono quotidianamente i loro dati. Tenete conto che al Policlinico Casilino seguiamo quasi 2mila malati per questo tipo di patologie e molti di questi sono pazienti anziani e soprattutto evitiamo quelle condizioni di scompenso acuto semplicemente sistemando la terapia o contattando il paziente telefonicamente. Inoltre molti soggetti hanno la fortuna di poter fare un elettrocardiogramma. Magari al loro domicilio va un operatore o un infermiere, fa un elettrocardiogramma nel caso in cui il paziente non possa essere accompagnato per vari motivi, anche di disagio sociale, e al costo di un ticket ha la refertazione in un minuto. Ciò può avvenire perché l’operatore fa l’elettrocardiogramma, ce lo trasmette, noi lo refertiamo in tempo reale, ritorna indietro e viene stampato. Questo vuol dire che è in atto una semplificazione pazzesca delle cose. Se voi pensate che già in molte farmacie italiane con cui lavoriamo si ha la possibilità di fare un elettrocardiogramma in loco e avere subito una risposta, capite che questa è solo la punta dell’iceberg di un mondo molto, molto interessante, che in futuro darà la possibilità ad ogni persona che voglia fare uno screening o ad una donna in gravidanza che vuole fare un elettrocardiogramma, di farlo con tempi e costi contenuti. È una rivoluzione di cui stiamo vedendo soltanto l’inizio».

 

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