Salute e migrazioni 20 luglio 2017

Un migrante su tre soffre di disturbi mentali. Bartolo: «Ferite invisibili». Aureli (OIS): «Mancano strutture»

Violenze, maltrattamenti, condizioni estreme di viaggio provocano danni fisici e compromettono anche la salute mentale. Mirisola (INMP): «Bisogna rispondere alle carenze del sistema accoglienza»

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«Disagio mentale nei migranti: un problema sottovalutato» dichiara Francesco Aureli, Presidente dell’Osservatorio Internazionale per la Salute Onlus, particolarmente attiva sul fronte immigrazione soprattutto con l’iniziativa Sanità di Frontiera, primo corso rivolto alla formazione del personale sanitario sul corretto approccio medico rispetto all’emergenza immigrazione. «Vanno pianificate delle politiche assistenziali in grado di comprendere e poi affrontare il problema», fa notare Aureli.

«La patologia più grave, a cui è necessario far fronte nell’emergenza immigrazione, è il disagio mentale», conferma Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa sempre in prima fila nel prestare assistenza alla popolazione migrante. Violenze, maltrattamenti, condizioni estreme di viaggio, «sviluppano dei disagi psichici complessi e di difficile risoluzione. Purtroppo, allo stato attuale, ancora non abbiamo i mezzi per curare queste malattie, eppure dobbiamo prenderne atto e fronteggiare il problema» fa notare il medico responsabile del poliambulatorio di Lampedusa.

A confermare le parole del Dottor Bartolo è Medici senza Frontiere che, in un rapporto recente sui “Traumi ignorati”, ha denunciato che il 60% dei pazienti visitati nei Centri di accoglienza straordinaria presenta sintomi di disagio mentale connessi ad eventi traumatici, prima o durante il percorso di fuga. Una percentuale importante a cui il Ministero della Salute fa fronte pubblicando delle Linee Guida ministeriali che prevedono un percorso di assistenza alle vittime, a partire dall’individuazione precoce, non sempre facile, di questo tipo di situazioni, fino alla riabilitazione.

«Un migrante su tre presenta disturbi mentali post traumatici, una stima che aumenta nel caso di persone appena sbarcate». A spiegarlo Concetta Mirisola, Presidente dell’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti.  Ma quali sono nello specifico questi disturbi mentali? «Stress post traumatico, depressione, ansia, attacchi di panico e sintomi da somatizzazione – conclude la Presidente Mirisola -; in particolare, a soffrire di questi disturbi sono le donne.

 

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