Medicina e pseudoscienza 13 aprile 2017

Balle da web? Giorgio Dobrilla: «Le psicosi nascono dalla disinformazione»

Le bufale trovano terreno fertile nel campo della salute «per colpa dell’incompetenza», spiega il professor Dobrilla, membro del Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP) intervenuto in occasione del primo convegno di ‘Medicina e Pseudoscienza’

Vaccini che provocano autismo, epidemie di meningite causate da immigrati, solo queste alcune delle ‘bufale’ circolanti sul web che contribuiscono ad incrementare la potenza di quel pericoloso ciclone chiamato disinformazione.

«La disinformazione è sempre malvagia, è sempre controproducente, ma alcuni campi ne risentono di più». Lo spiega Giorgio Dobrilla, gastroenterologo bolzanino in prima linea nella lotta contro ‘Le mille balle sulla salute’, come il sottotitolo del suo libro ‘Illusioni, afrodisiaci e cure miracolose’, scritto per contribuire a fare pulizia delle bugie da tastiera.

Uno dei settori su cui la disinformazione fa maggiore danno è proprio la salute, spiega Dobrilla, membro del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) il cui fondatore è il divulgatore scientifico Piero Angela .«Basta pensare ai vaccini – spiega il professore – abbiamo da decenni conferme, a livello mondiale, dell’utilità dei vaccini. Eppure da secoli ancora si continua a metterne in discussione l’utilità per colpa della controinformazione che rema contro la scienza».

«Un altro ambito estremamente a rischio è quello delle sostanze cancerogene» continua il medico. Olio di palma, glifosato nella pasta, di recente la psicosi delle sostanze tossiche negli alimenti ha generato un vero e proprio allarme sociale. «Non basta dire che una sostanza è cancerogena – spiega il gastroenterologo – bisogna capire che se quella sostanza la assumo una volta l’anno, allora non è cancerogena. Alcune sostanze sono cancerogene, ma per fare danno, bisogna che siano ripetutamente acquisite. Per esempio, il vino: è cancerogeno l’alcol? Finché beviamo un buon bicchiere di ‘Frascati’ una volta ogni tanto, non c’è nulla di male. Se invece ci ubriachiamo ogni giorno possono esserci delle conseguenze».

Il mezzo più importante attraverso cui vengono veicolate le informazioni è il web. La facilità con cui si possono reperire notizie in rete è un’arma a doppio taglio. «Andare in rete per informarsi sarebbe bene se avessimo delle linee guida – aggiunge il professor Dobrilla -. È come aprire un elenco telefonico, dentro troviamo il contatto di chiunque, per questo occorre avere la guida. Ci sono delle informazioni in rete molto preziose ma è difficile per un cittadino comune, che ha una scarsa conoscenza di alcuni settori, soprattutto se si muove con difficoltà sul web. È importante reperire quello che veramente conta nella rete. C’è questo atteggiamento ma è in minoranza rispetto alla disinformazione».

‘Cibo e ricerca’ guarda il video

Per approfondire:

Paura dei vaccini? La ricerca: è colpa del web. «Ecco come le bufale partono dai social e Google le amplifica»
Il web rovina rapporto medico-paziente? Vaccaro (Censis): «Attenti a dottor Google»

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