Governo, politica e sanità 21 settembre 2017

Legge Gelli, Ripa di Meana (FIASO): «Approvazione riforma un grande successo, ma ora siamo preoccupati per la tenuta del sistema»

Il Presidente della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere espone ai nostri microfoni i punti su cui bisogna lavorare per perfezionare la riforma: «Necessarie tabelle per assicurazioni e formazione del personale sanitario»

La Legge Gelli è «uno dei grandi successi di questa legislatura», ma adesso «siamo anche preoccupati per la tenuta del sistema». Avanti quindi con «formazione del personale sanitario e del management e con le tabelle per le assicurazioni». Lo sostiene Francesco Ripa di Meana, Presidente di FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere), intervenuto sul tema nel corso del dibattito avvenuto di recente nel corso della Festa del Partito Democratico a Firenze. L’occasione per parlarne è arrivata con la presentazione del volume “La nuova responsabilità sanitaria e la sua assicurazione. Commento sistematico alla Legge Gelli”, firmato dallo stesso relatore della legge, insieme agli avvocati Maurizio Hazan e Daniela Zorzit. I motivi di questa preoccupazione Ripa di Meana li spiega ai nostri microfoni.

Presidente, la Legge Gelli, così attesa da tutta la categoria, rappresenta una svolta nella sanità italiana.

«Sicuramente. Noi siamo stati vicini, prima di tutto, all’Onorevole Gelli, ma anche alle due Camere, affinché tutto questo avvenisse. Siamo contenti che uno dei grandi successi di questa legislatura sia stata proprio l’approvazione di questo testo, in quanto prende in considerazione tutti gli aspetti che girano intorno al tema della responsabilità professionale e perché fa finalmente chiarezza sul rapporto tra le garanzie per i medici e quelle per i cittadini. Certo, è chiaro che adesso siamo anche preoccupati dalla tenuta del sistema, perché non siamo convinti che ci siano le necessarie condizioni culturali nel Paese. Vediamo ad esempio l’emergere di un movimento e di sentenze che fanno parte di questa nuova cultura della difesa di tutto e tutti che va a scapito del diritto ad avere un sistema funzionante e sostenibile. Noi siamo i garanti della sostenibilità di questo sistema e siamo anche preoccupati, quindi ci auguriamo che in questa legislatura il Governo intervenga mantenendo, ad esempio, la promessa di elaborare le tabelle per le assicurazioni. Perché il tema delle assicurazioni è delicato, le compagnie per ora stanno a guardare e ci studiano. Vedono gli avanzamenti che abbiamo fatto nella gestione del rischio, nella preparazione della lettura dei sinistri. C’è sicuramente un avvicinamento tra le parti, come si vede anche oggi in questo dibattito, però è chiaro che alla fine l’obbligo potrebbe restare in capo alle aziende sanitarie. Noi dobbiamo difendere le aziende perché possono fare bene il ruolo di garante per i medici e i cittadini. Per far questo però la legge deve essere completata in tutte le sue parti e, in particolar modo, che vengano fatte le tabelle, altrimenti si apriranno anni di incertezza in cui verrà messa in discussione parte della solidità del sistema».

La gestione del rischio diventa obbligo per tutte le strutture. Abbiamo già visto che le strutture che si sono mosse per tempo sono quelle dove, secondo le statistiche, il contenzioso si è ridotto. Ora c’è l’obbligo per tutte di avere un manager della gestione del rischio, il risk manager, ma è ancora un settore in cui tanti sono indietro e su cui c’è da fare soprattutto un’opera di forte formazione della classe medica.

«Servirà un’opera di formazione della classe medica ma, ancor di più, del management. Effettivamente, all’attenzione verso l’evento sentinella, verso la prevenzione del rischio in senso stretto, si è aggiunta un’attenzione al sinistro come elemento da gestire, a partire dalla relazione con il paziente e con la famiglia del danneggiato. In sostanza, si deve cercare di evitare la situazione “amici-nemici” che tanto può piacere agli avvocati. Laddove il processo di elaborazione e di gestione del sinistro, e quindi non solo del rischio, è stato portato avanti nel migliore dei modi, si arriva ad una chiusura più rapida del sinistro con soddisfazione di tutte le parti e, a volte, evitando di far lievitare i costi, anche attraverso accordi extra-giudiziali. In questo senso, la Legge Gelli è molto importante per tutti».

Per concludere, un altro aspetto, l’ultimo su cui abbiamo sentito in questi mesi opinioni anche contrastanti: le linee guida. Esiste la grande questione dell’aggiornamento ECM di tanti medici che, abbiamo visto dai dati, non è esattamente rispettato, tant’è che siamo in regime di proroga del triennio formativo. Come dicevano anche gli assicurativi, la formazione è una garanzia anche per le assicurazioni. Per questo diventa forse un altro aspetto importante.

«Ed è per questo che torniamo alle tabelle, che sono più importanti perché è ovvio che il tema delle linee guida avrà bisogno di un po’ di tempo per prendere piede. Io credo che l’Istituto Superiore di Sanità si stia attrezzando bene in questo senso. Sicuramente è un tema che ha bisogno di qualche anno per prendere piede. Attualmente io credo che, in sostituzione del naturale processo abbastanza lungo delle linee guida, le tabelle sono la cosa più importante».

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