Ex specializzandi, per parere pro veritate la prescrizione non è scattata. Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi: «È il momento giusto per fare causa»

Ecco quanto stabilisce una recente interpretazione giuridica: «Senza normative e sentenze chiare e univoche, la prescrizione ad oggi non è decorsa». Consulcesi: «Pronta nuova azione collettiva, medici fate causa e abbiate fiducia»

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Niente prescrizione per la vicenda che vede protagonisti gli ex specializzandi (‘78-‘91) contro lo Stato che non gli ha riconosciuto la corretta remunerazione durante la scuola di specializzazione. La partita si riapre anche grazie ad una recente interpretazione giuridica.

Secondo lo studio «in assenza di sentenze e normative chiare ed univoche sulla posizione dei medici immatricolati dal 1978 in poi, non si è formata la certezza del diritto necessaria per il decorso della prescrizione». Una posizione condivisa e sempre sostenuta da Consulcesi, realtà leader nell’assistenza legale in sanità che ha fatto riconoscere oltre 530 milioni di euro ai medici specialisti. «Un parere molto importante – commenta Massimo Tortorella, Presidente Consulcesi ai microfoni di Sanità Informazione -, rappresenta la più autorevole, indipendente e credibile conferma della permanenza ancora oggi del diritto al risarcimento per i medici che hanno svolto i corsi di specializzazione dal 1978 e che la prescrizione non è decorsa».

Presidente, si riaprono le cause per gli ex specializzandi: una notizia che probabilmente farà la storia per tanti medici. Per chi si è specializzato tra il 1978 e il 1991, dunque, non è scattata la prescrizione, come sostiene una recente interpretazione giuridica.

«I termini della prescrizione non sono decorsi.  Secondo il parere si può ritenere che la prescrizione decennale sia iniziata a decorrere dal 2011, cioè da quando la Terza Sezione della Cassazione ha delineato in modo completo l’ambito di esercizio del diritto dei medici. Quindi noi invitiamo tutti quei medici, che ancora non lo abbiano fatto, ad attivarsi dinanzi agli organi di Giustizia per richiedere il riconoscimento dei loro diritti e tutti coloro che hanno già un contenzioso in corso (primo, secondo o terzo grado) di perseverare forti anche di una voce più che autorevole dalla loro parte».

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Una novità giuridica importantissima ma che non giunge nuova a Consulcesi che ha sempre mantenuto questa linea di pensiero.

«Sempre, sempre mantenuta e sostenuta. A gran voce e con gran forza. Questa è una risposta a chi ingiustamente ne ha sostenuto l’infondatezza, arrivando in qualche caso a denigrare il nostro operato».

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