Sanità internazionale 22 giugno 2016

Zika in Europa: brutte notizie per l’Italia, la Grecia e la Spagna

L’Europa del sud sarà terreno fertile per il virus Zika. Lo rivela una ricerca svedese basata sul report dell’OMS sull’effettiva presenza di zanzare Aedes aegypti, portatrici del virus, sull’isola di Madeira e sulla costa russa del Mar Nero. Per creare una mappa, i ricercatori svedesi hanno creato un modello a computer che individua le aree […]

L’Europa del sud sarà terreno fertile per il virus Zika. Lo rivela una ricerca svedese basata sul report dell’OMS sull’effettiva presenza di zanzare Aedes aegypti, portatrici del virus, sull’isola di Madeira e sulla costa russa del Mar Nero. Per creare una mappa, i ricercatori svedesi hanno creato un modello a computer che individua le aree a maggior rischio, basandosi sugli afflussi aerei previsti dalle regioni infettate dell’America, sulla capacità delle zanzare di riprodursi e infettare ogni mese e sulla popolazione di persone nelle aree in cui il virus potrebbe essere trasmesso. Italia, Spagna, Grecia e Turchia mostrano un rischio “moderato” che, alla luce della situazione globale, rappresenta un dato tutt’altro che confortante. Francia, Malta, Croazia, Israele, Monaco, San Marino, Svizzera, Bulgaria, Romania, Slovenia, Georgia, Albania, Bosnia Erzegovina e Montenegro hanno un rischio leggermente più basso. Trentasei paesi, invece, hanno un rischio basso, molto basso o improbabile, come il Regno Unito. Le cause di questa epidemia sono sicuramente le temperature elevate, che riproducono un habitat naturale di crescita per le zanzare, e l’afflusso di viaggiatori provenienti dalle aree dell’America colpite dal virus. Secondo il report, 400 sono i casi di Zika riscontrati in Europa. Tuttavia molto spesso i sintomi sono inesistenti o possono presentarsi sotto forma di febbre e mal di testa. Il virus può causare anche malformazioni per i nascituri o malattie rare, come la sindrome di Guillain-Barre che può causare debolezza muscolare, problemi di respirazione e paralisi.

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