Sanità internazionale 23 febbraio 2016

Sanità internazionale 

Bene i “Caschi bianchi”. Ora la formazione internazionale

Una buona notizia arriva con la creazione di squadre e procedure internazionali per affrontare le pandemie. Ideato e realizzato in stretta collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Corpo medico europeo rappresenta il nuovo strumento comunitario per fronteggiare le emergenze interne ed esterne attraverso una più rapida mobilitazione di équipe di medici e operatori sanitari e di attrezzature. Questo perché in un passato ancora molto recente, l’epidemia di Ebola ha messo in luce la carenza di personale medico addestrato da inviare rapidamente sui luoghi delle emergenze sanitarie. L’idea nacque a fine 2014, quando Francia e Germania promossero l’iniziativa “Caschi bianchi”, che oggi trova applicazione nel Corpo sanitario europeo: squadre mediche, gruppi di esperti in sanità pubblica, laboratori mobili di biosicurezza, capacità di evacuazione medica, esperti in sorveglianza e coordinamento sanitario, unità di supporto logistico. Il momento è decisamente azzeccato, dato che la rapida diffusione a livello globale di un’altra epidemia fa crescere la preoccupazione generale: quella causata dal virus Zika. Infatti, il Corpo medico europeo sarà parte anche della “Zika task force” voluta dall’OMS: un team di esperti istituito dal Global Virus Network, che raccoglie esperti virologi di fama internazionale di 35 centri di eccellenza in 26 nazioni. Task force di cui Giuseppe Ippolito, Direttore Scientifico dell’Istituto per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, già membro attivo del GVN e in prima linea durante la lotta contro l’Ebola, è stato chiamato a fare parte come rappresentante esperto italiano. Marta Branca, Commissario straordinario dell’Inmi Spallanzani, nell’augurare a tutto il gruppo “Buon lavoro”, ha commentato: “Sono onorata che il nostro Istituto ancora una volta si attesti come risorsa a livello mondiale per le malattie infettive”. A questo punto per fronteggiare meglio le pandemie non resterebbe che istituire anche una rete di formazione d’eccellenza internazionale, più volte auspicata proprio dai vertici dello Spallanzani.

Articoli correlati
Anelli (Omceo Bari): «Per ECM servono qualità, indipendenza e innovazione. Puntare su casi simulati e nuove tecnologie»
Sergio Bovenga (FNOMCeO): «Sempre più il sistema giudiziario e delle assicurazioni porranno la loro attenzione sullo stato di aggiornamento dei professionista eventualmente coinvolto in un contenzioso professionale e farsi trovare impreparati, ovvero non in regola con le norme Ecm, non aiuterà di certo". Un motivo in più per fare formazione e tenersi sempre aggiornati
Sanità digitale: 32% dei medici usa app per screening. Intervista alla direttrice Osservatorio Innovazione Digitale Sanità
«L'Osservatorio è ormai un punto di riferimento per la ricerca sull’innovazione digitale perché permette un confronto e una collaborazione tra i diversi attori del settore sanitario. L'Italia è ancora indietro rispetto all’Europa. Il problema? Mancano gli investimenti». Queste le parole della direttrice dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, Chiara Sgarbossa
Nasce la Casa della Salute Valdese. Saitta: «Sarà un modello»
«Il nostro obiettivo era sanare una ferita della nostra città, e nel farlo abbiamo deciso di riprendere un elemento caratterizzante dell’ospedale Valdese: la presa in carico del paziente. Non a caso si chiamerà Casa della Salute Valdese». Lo ha sottolineato questa mattina l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta intervenendo all’apertura della Casa della Salute di […]
OMS Al G20: «Prossima epidemia sarà doppia: una causata dal virus, l’altra dalla paura»
Per la prima volta un summit importante come il G20 ha affrontato temi legati alla salute. All’incontro di Amburgo dei giorni scorsi era quindi presente anche il nuovo Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom, che, nel suo discorso, ha illustrato ai potenti della terra le priorità da affrontare per evitare l’insorgere di nuove […]
Medici incaricati definitivi degli istituti penitenziari: può una norma regionale imporre il tetto massimo orario?
Una norma regionale non può imporre autoritativamente il tetto massimo orario in 48 ore settimanali ai medici incaricati definitivi degli istituti penitenziari perché viola l’art. 117 secondo comma, lettera l), della Costituzione e invade la materia riservata alla competenza esclusiva dello Stato. La Consulta, con la sentenza n. 121/2017, ha bocciato così l’articolo 21, comma […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ESCLUSIVA ǀ Scuole di specializzazione in medicina: «Ecco il perché delle bocciature»

Intervista a Roberto Vettor, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Formazione Medica Specialistica
Lavoro

ESCLUSIVA | Oliveti, Enpam: la grande sfida della Sanità italiana, diventare motore di sviluppo e ripresa

Cumulo contributivo, c’è la copertura finanziaria. Ma attendiamo esplicazione del Governo. Numero chiuso, università, sviluppo e ripresa, cure territoriali, welfare e patto generazionale: tutto q...
Lavoro

«Ritardi e penalizzazioni, no a Italia senza medici» parla Noemi Lopes (FIMMG Giovani), in piazza il 28 settembre

«Un ricambio generazionale sempre più ingessato, una fuga di cervelli sempre più massiccia, crollo della medicina generale: ecco il futuro del comparto medico italiano». Bando per l’accesso alle...