Salute 22 dicembre 2017

«Tutti gli osteopati ricorderanno a lungo questo Natale» così il ROI all’indomani dell’approvazione del Ddl Lorenzin

«Un risultato storico atteso da quasi 4 anni dagli osteopati italiani e dall’intero Sistema Sanitario Nazionale» dichiara Paola Sciomachen, Presidente del ROI – Registro degli Osteopati d’Italia

«L’approvazione del Ddl Lorenzin rappresenta un momento storico per l’osteopatia italiana, ora sempre più vicina al suo riconoscimento. Tutti gli osteopati ricorderanno a lungo questo Natale» dichiara Paola Sciomachen, Presidente del ROI – Registro degli Osteopati d’Italia dopo l’approvazione definitiva  del Ddl Lorenzin sulla Riforma degli Ordini e le Sperimentazioni Cliniche.

LEGGI L’INTERVISTA ALLA PRESIDENTE DEL ROI PAOLA SCIOMACHEN: PROFESSIONI SANITARIE, SCIOMACHEN (ROI): «L’OSTEOPATIA SARÀ UNA RISORSA PER IL SSN. NON VOGLIAMO PESTARE I PIEDI AI MEDICI…»

«Un risultato storico atteso da quasi 4 anni dagli osteopati italiani e dall’intero Sistema Sanitario Nazionale – prosegue la Presidente ROI – i cui ordini professionali risalgono, ormai, al Dopoguerra. Il provvedimento che individua l’osteopatia come professione sanitaria con l’articolo 7 (ex art. 4), è stato approvato in larga maggioranza con 148 voti su 173 senatori presenti nel corso della seduta di oggi al Senato. Un importante traguardo anche a garanzia di tutti i cittadini che affidano all’osteopatia la propria salute».

«Si tratta di un importante traguardo che traccia il nuovo percorso verso l’istituzione dell’osteopatia come professione sanitaria. Ringrazio il Ministro Beatrice Lorenzin, i Presidenti di Camera e Senato, l’Onorevole Senatrice Emilia De Biasi, Presidente della Commissione Igiene e Sanità al Senato e l’Onorevole Deputato Mario Marazziti, Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera per l’impegno e il senso di responsabilità dimostrato verso il Paese.  L’iter delineato dal DDL Lorenzin prevede infatti, per la successiva istituzione della professione sanitaria di osteopata, la definizione delle competenze professionali e del relativo curriculum formativo, previo parere tecnico scientifico del Consiglio Superiore di Sanità (Css) e con accordi sanciti in Conferenza Stato Regioni».

«Il ROI, terminata la pausa natalizia, riprenderà subito i lavori per riaprire il dialogo con le istituzioni coinvolte nel processo di “istituzione” della professione sanitaria. Si partirà dalla definizione delle competenze dell’osteopata, un passaggio fondamentale per delineare i confini e gli ambiti della professione all’interno del Sistema Sanitario Nazionale. In tal senso, presto presenteremo la nostra proposta di Core Competence che porterà successivamente a definire il Core Curriculum, ossia gli standard formativi necessari per l’esercizio della professione dell’osteopata – conclude – Paola Sciomachen».

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