Salute 31 marzo 2015

Tubercolosi, il bilancio è di milioni tra vittime e superstiti. Ma l’obiettivo è solo uno: sradicarla 

Allo “Spallanzani” di Roma, nella giornata mondiale dedicata alla Tbc, la parola al direttore scientifico Giuseppe Ippolito

Immagine articolo

Il bacillo scoperto da Robert Koch nel 1882 continua, nonostante i progressi della scienza e della ricerca, a rappresentare la più diffusa causa di morte a livello globale, seconda solo al virus dell’HIV, dovuta ad un unico agente patogeno.

La tubercolosi, infatti, solo nel 2013 ha colpito 9 milioni di persone, uccidendone 1 milione e mezzo. La buona notizia, tuttavia, è che l’OMS in occasione del World Tuberculosis day 2015 dello scorso 24 marzo, ha annunciato “il rovescio della medaglia”, che riguarda il numero di vite salvate negli ultimi 15 anni: ben 37 milioni. Ma non finisce qui. Nella stessa sede, l’Organizzazione Mondiale della Sanità si è sbilanciata con quella che suona a metà tra una previsione e una speranza: debellare completamente la malattia entro il 2035.

Sanità Informazione ha intervistato il prof. Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma dove, nella giornata dedicata alla Tbc, si è tenuto un summit internazionale per fare il punto sulla situazione. “Proprio qualche giorno fa il Centro europeo per il controllo delle malattie ha segnalato che ogni giorno in Europa ci sono mille nuovi casi di tubercolosi – sottolinea il direttore scientifico – e cento vittime: cifre che fanno riflettere sull’esigenza di attivare appositi sistemi di sorveglianza, di garantire che la diagnostica venga effettuata secondo il nuovo standard di microbiologia dell’OMS, con l’utilizzo di laboratori di biocontenimento, e – continua Ippolito – che preveda l’accesso ai nuovi farmaci contro la tubercolosi multiresistente. Il tutto, naturalmente, in strutture adeguate che vedano almeno duecento casi l’anno”.

Un’attenzione che si concentra sia sul mondo occidentale sia su altre aree, e che richiede approcci differenziati. “Se si parla dell’Africa, è ovvio che in tema di tubercolosi gli interventi devono essere prima di tutto sociali – osserva Ippolito – e che presuppongono un’organizzazione difficile da trovare in quelle aree. L’Italia è tra i 30 paesi al mondo che potrebbe arrivare ad un controllo totale della tubercolosi – conclude il professore –  da qui una rinnovata attenzione nel controllo e nella gestione di questa patologia.”

Articoli correlati
Brescia, bimba di 4 anni muore di malaria. Non era mai stata all’estero
Una bimba trentina di 4 anni è morta di malaria nel reparto di malattie infettive agli Ospedali Civili di Brescia,  dove era stata trasferita d’urgenza per un ultimo tentativo di cura. La malaria, infatti, le era già stata diagnosticata all’ospedale Santa Chiara di Trento. I medici stanno cercando di capire come possa essere avvenuto il […]
Sì viaggiare: il punto sulle vaccinazioni obbligatorie all’estero
È noto a tutti quelli che viaggiano molto, sia per lavoro che per diletto, che è sempre meglio informarsi prima di giungere a destinazione...
Radiazione del medico anti vaccini? “Udienza” all’OMCeO Milano: parla il Presidente Roberto Carlo Rossi
Convocato il medico 'no-vax' e un suo collega con posizioni simili. Il presidente dell’Ordine: «Sul caso specifico non posso esprimermi, ma quando un medico dice che i vaccini generano l’autismo fa un danno rilevante. Puntare su formazione»
Vaccini, in dirittura d’arrivo l’accordo sul Piano. Niente scuola senza coperture: gli obblighi Regione per Regione
In dirittura d’arrivo l’accordo sul Piano Vaccini per rendere obbligatorie tutte le coperture. Molte le Regioni che si sono già mosse, ecco la mappa degli obblighi da nord a sud…
Movimento 5 Stelle fuori dal coro, Davide Barillari: «No vaccini obbligatori per motivi commerciali. Valutare casi»
Parla il Consigliere regionale M5S del Lazio: «Noi vogliamo vaccinare, dando però piena informazione alle persone che possono scegliere liberamente sulla base della storia clinica del singolo bambino»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Formazione

ESCLUSIVA ǀ Scuole di specializzazione in medicina: «Ecco il perché delle bocciature»

Intervista a Roberto Vettor, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Formazione Medica Specialistica
Lavoro

ESCLUSIVA | Oliveti, Enpam: la grande sfida della Sanità italiana, diventare motore di sviluppo e ripresa

Cumulo contributivo, c’è la copertura finanziaria. Ma attendiamo esplicazione del Governo. Numero chiuso, università, sviluppo e ripresa, cure territoriali, welfare e patto generazionale: tutto q...
Lavoro

«Ritardi e penalizzazioni, no a Italia senza medici» parla Noemi Lopes (FIMMG Giovani), in piazza il 28 settembre

«Un ricambio generazionale sempre più ingessato, una fuga di cervelli sempre più massiccia, crollo della medicina generale: ecco il futuro del comparto medico italiano». Bando per l’accesso alle...