Salute 23 novembre 2017

«Ecco i segreti dei cibi giapponesi che allungano la vita» parla il Dr. Kikuya Uno, Director of the Heart Rhythm Center (Sapporo Clinic)

«Giapponesi e italiani i più longevi al mondo per quello che mangiano» l’intervista esclusiva al professore giapponese che conduce studi ad Okinawa, l’isola degli ultracentenari

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Cosa hanno in comune la dieta mediterranea e quella giapponese? Sono considerate le diete più sane al mondo. Perché? L’abbiamo chiesto a Dottor Kikuya Uno, direttore del Heart Rhythm Center presso la Sapporo Cardio Vascular Clinic (Hokkaido, Giappone) intervistato da Sanità Informazione in occasione del meeting ‘Place’ che ha riunito in questi giorni a Roma, i cardiologi più qualificati al mondo.

Hokinawa in Giappone e la Sardegna in Italia, sono le isole più longeve al mondo. Quali sono gli elementi che contribuiscono a rendere queste comunità più in salute rispetto alle altre?

«Sicuramente l’alimentazione. Corrette abitudini alimentari sono fondamentali per condurre una vita sana, per avere una funzionalità cardiaca ottimale e per prevenire malattie croniche. In questa ottica, la dieta mediterranea e quella giapponese, sono considerate le migliori al mondo per una serie di elementi: in entrambi i paesi le abitudini alimentari sono sostanzialmente buone, sia in Giappone che in Italia si utilizza molto il pesce fresco, preparato in maniera diversa ma comunque, nella maggior parte dei casi, prodotto di qualità. Inoltre in Italia vengono utilizzati altri ingredienti presenti sulle tavole degli italiani tutti i giorni, mi riferisco a l’olio di oliva frutto di una tradizione secolare e l’aceto balsamico che in particolare è un ingrediente in comune tra Italia e Giappone (N.d.R. la risposta giapponese all’aceto balsamico di Modena è il Kurozu, un olio nero derivante dalla fermentazione di riso e koji), anche noi ne utilizziamo in abbondanza perché fa parte anche della tradizione giapponese. Ecco tutti questi elementi contribuiscono a garantire un regime alimentare energico e bilanciato».

Abbiamo parlato delle analogie tra dieta mediterranea e giapponese, ma quali sono invece le differenze più evidenti?

«Come risaputo i giapponesi fondano prevalentemente il loro regime alimentare sull’uso quotidiano di riso, dunque assumiamo una grande quantità di carboidrati, mentre gli italiani in prevalenza consumano proteine. Noi giapponesi di proteine ne assumiamo una percentuale sicuramente più bassa rispetto ad altre popolazioni e soprattutto in confronto agli italiani: questa la principale differenza fra le due diete. Inoltre le popolazioni occidentali, quindi non solo l’Italia, ma per esempio anche la Francia, fanno un grande consumo di formaggio. In Giappone non abbiamo questa abitudine, alcuni formaggi italiani sono molto grassi altri invece magri e consigliabili per l’assunzione di ferro che è importantissimo per il fabbisogno quotidiano in particolare per donne e anziani».

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