Salute 30 maggio 2017

Legge Gelli, come gestire il “risk” nella sanità privata e con i professionisti

Assemblea Generale Aiop. Pelissero: «Più flessibilità per essere risorsa». Faraone: «Gamba privata importante per sistema salute». Miraglia: «Agire secondo best practice di Paesi avanguardia». Leonardi: «Giovani avanti con Aiop Job». Consulcesi: «Soluzioni complete per risk management da polizze a formazione»

Dal riassetto della rete ospedaliera alle novità introdotte dalla “Legge Gelli-Bianco” con uno sguardo fisso sul futuro della professione. L’Aiop (l’Associazione Italiana dell’Ospedalità Privata), radunata a Palermo per l’Assemblea Generale, ha affrontato le principali questioni del mondo medico-sanitario, confrontandosi più che sul “cosa fare” su “come farlo subito”. Ampio lo spazio riservato a dibattiti e analisi, ma con l’obiettivo di individuare soluzioni immediatamente operative.

GOVERNO DISPOSTO A RIVEDERE IL D.M.70  – La duegiorni, aperta dall’intervento del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, ha messo subito sul tavolo le difficoltà applicative del Decreto ministeriale 70 sugli standard ospedalieri per pubblico e privato. L’Aiop ne ha contestato la rigidità, ottenendo dal Sottosegretario alla Salute David Faraone, presente ai lavori, l’apertura a «rivedere uno strumento ereditato, figlio di un momento storico particolare (risale agli anni ’70, ndr). Nell’applicazione abbiamo visto che alcune cose hanno funzionato, mentre altre sono da sistemare. Vogliamo capire come intervenire, ma c’è la volontà di farlo». Ai microfoni di Sanità Informazione, il Sottosegretario ha poi aggiunto: «Io credo molto, così come questo governo, nel sistema sanitario nazionale universale, e la gamba privata ha un ruolo importante, insieme a quella pubblica, per far funzionare il sistema sanitario. Quindi la mia presenza qui è semplicemente un gesto di attenzione nei confronti di tanti imprenditori che svolgono al meglio il proprio lavoro e che lo fanno costruendo le condizioni affinché il sistema sanitario nazionale italiano sia apprezzato in tutto il mondo e venga considerato un modello. Troppo spesso finiamo sui giornali per i casi di malasanità, a me piace anche fare emergere invece gli aspetti importanti e qualificanti del nostro sistema».

«Siamo molto contenti di questa attenzione da parte del governo –  ha commentato il Presidente nazionale Aiop, Gabriele Pelissero – ma non solo, anche da parte delle regioni, delle forze politiche e di esponenti importanti come il sindaco di Palermo, alla nostra attività e alle nostre osservazioni. Noi vogliamo aggiornare la legislazione di questi ultimi anni per renderla più moderna, più flessibile, più adatta a rispondere ai bisogni dei cittadini. C’è stato indubbiamente un irrigidimento nel Servizio sanitario nazionale a seguito della crisi finanziaria. E infatti questi provvedimenti, soprattutto nell’epoca del governo Monti, costituiscono un po’ un qualche cosa che limita la capacità delle regioni e degli erogatori, pubblici e privati, di dare risposte adeguate ai bisogni dei cittadini. Adesso è venuto il momento di rendere tutto più flessibile, di utilizzare meglio le risorse che ci sono. Noi siamo una risorsa, ci mettiamo molto volentieri a disposizione e vogliamo lavorare con le regioni per fare una sanità italiana sempre migliore e risolvere qualche problema che indubbiamente c’è». Sulle difficoltà applicative del D.M. 70 la Vicepresidente nazionale e Presidente regionale (Sicilia), Barbara Cittadini ha parlato di «provvedimento che in senso assoluto continua a vederci critici per un’impostazione top-down e anche per una serie di parametri, di indici, che secondo noi sono troppo rigidi e sono datati, illogici, irrazionali. Però per quanto attiene la rete implementata dalla regione Sicilia io devo dire che l’Aiop Sicilia ha dialogato molto bene con l’attuale governo, con l’attuale assessore regionale Baldassarre Guicciardi, un’interlocuzione proattiva, propositiva, virtuosa, che alla fine ci ha consentito di salvare un patrimonio di risorse umane, di know how, di storie di imprese che operano sul territorio da tanti anni garantendo servizi e prestazioni efficienti di qualità. Noi delle 53 aziende ne avevamo 25 che scontavano la criticità dimensionale e per tutte queste 25 con un’azione devo dire sinergica, cioè di azione proattiva e illuminata da parte degli imprenditori, e di volontà di trovare una soluzione da parte del governo, noi abbiamo identificato una soluzione per cui continueranno a operare, efficientando i loro servizi, le loro prestazioni, cambiando la loro mission, ma continueranno a essere un patrimonio della Sicilia e per i siciliani».

UNA SANITÀ A PROVA DI RISK –   In tema di normative, i lavori del convegno si sono anche concentrati sull’applicazione della “Legge Gelli-Bianco” partendo dalla presentazione della “Guida teorico-pratico per la gestione del rischio sanitario” a cura della professoressa Fidelia Cascini, tra le maggiori esperte sul tema. «Siamo consapevoli – ha aggiunto il presidente nazionale Pelissero –  che la nuova legge sulla responsabilità professionale impegna ancora di più le strutture. Noi dobbiamo accrescere ulteriormente il nostro senso di responsabilità e il nostro impegno, e ovviamente sul rischio l’obiettivo è la prevenzione: siamo convinti che a nessuno faccia piacere il risarcimento di un danno; tutti noi vogliamo che nessun danno ci sia, che ci sia una buona sanità e che i pazienti siano curati bene. Questo ovviamente avviene, il contenzioso sanitario nelle nostre strutture non è particolarmente elevato, è sotto la media, ma questo non vuol dire che non si debba fare sempre di più e sempre meglio perché l’obiettivo della sicurezza del paziente per noi è un obiettivo assolutamente centrale. Lavoreremo in questo senso ancora di più».

Sul tema del risk si sono focalizzati molti degli interventi dei principali player del settore coinvolti nel convegno. Tra questi Consulcesi, realtà di riferimento nel campo della tutela legale e dei servizi per la professione, ha già messo in campo soluzioni per personale e strutture sanitarie attraverso il partner SanitAssicura e affidando al provider ECM 2506 Sanità in-Formazione il centrale capitolo della formazione.

GIOVANI E LAVORO – La duegiorni palermitana Aiop ha posto una forte attenzione al futuro della professione con un orizzonte internazionale a cui fare riferimento per superare le criticità del momento, sulla base degli studi di Aiop giovani e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma sull’evoluzione dei modelli di finanziamento dei sistemi sanitari dei principali Paesi europei.  Al dibattito, moderato da Walter Mazzucco, hanno contribuito i maggiori esperti a livello internazionale: da Muir Gray (Direttore del National Knowledge Service, National Health System e Chief Knowledge Officer per l’NHS), che ha inviato un video-messaggio, allo spagnolo Fernando Lamata (Ex Ministro della Salute della Regione di Castilla in Spagna) a David Stuckler (Professore Ordinario di Economia dei Sistemi Sanitari alla “Oxford University”). Molto apprezzati anche gli interventi e le analisi presentate dal presidente dei giovani medici del SIGM, Andrea Silenzi, presente nelle vesti di Vice-presidente SIMM (Società italiana giovani medici) e da Emanuela Frisicale e Paolo Parente (entrambi Junior Researcher VIHTALI – Spinoff Università Cattolica del Sacro Cuore).

«Sicuramente l’internazionalizzazione – ha commentato il Presidente nazionale di Aiop giovani, Lorenzo Miraglia – è partita dagli study tour. Con la mia presidenza ho voluto dare uno sprint alla fase progettuale e quindi facendo sempre tesoro, appunto, degli study tour, passando dalla teoria alla pratica, andando a vedere realmente sul territorio quello che succede nei vari Paesi. Oggi attraverso la progettualità mettiamo in correlazione i maggiori sistemi sanitari. Tutto questo sarà al centro di un nuovo libro che pubblicheremo e dunque fermeremo questi studi a tesoro anche per il futuro. A mio avviso per costruire il sistema del futuro nel nostro Paese non possiamo mettere la testa sotto la sabbia, non possiamo fare il gioco degli struzzi ma dobbiamo in realtà vedere all’estero quello che succede, per applicare il meglio, le best practice che succedono all’estero».

I lavori della parte del convegno riservata ai giovani sono andati nella direzione di portare avanti iniziative concrete per superare la paralisi non con l’analisi ma con l’azione, principio ispiratore anche del nuovo portale Aiop Job, progetto che consentirà alle strutture associate di disporre di una banca dati di curriculum vitae di medici, infermieri e altri professionisti sanitari, distinti per regione. «La sanità – ha commentato il Direttore Generale di Aiop, Filippo Leonardi –  ha bisogno di professionisti e anche di professionisti giovani, perché c’è necessità anche di nuovi strumenti: c’è una sanità digitale che si sta sviluppando, una tecnologia che avanza, ma anche dal punto di vista organizzativo la qualità è soprattutto organizzativa, quindi richiede anche un personale giovane che abbia dimestichezza con questa tecnologia. Di analisi ce ne sono tante, chiaramente sono molto importanti perché ci danno anche la misura, ci danno anche una direzione di dove andare, però poi bisogna cominciare a fare il primo passo e noi intendiamo essere sempre un passo avanti».

Per approfondire:

PUBBLICO E PRIVATO INSIEME PER ‘FARE SALUTE’. AIOP LAZIO E REGIONE UNISCONO LE FORZE PER MIGLIORARE L’ASSISTENZA

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